A San Potito “That’s Napoli Live Show” per la Festa dei Carabinieri

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Un regalo davvero speciale. In occasione del 204esimo anniversario della fondazione dell’Arma dei Carabinieri il maestro Carlo Morelli – che dal 2017 ha in gestione con la sua associazione “L’altra voce” la chiesa di San Potito a Napoli, in via Salvatore Tommasi – ha voluto omaggiare il Generale di Brigata Mario Cinque, Comandante della Legione Carabinieri Campania, e i suoi colleghi, con lo spettacolo “That’s Napoli live show”.

san potito

Si tratta di una sorta di musical pensato per essere rappresentato per otto mesi all’anno, sempre nella rinata chiesa di San Potito, un gioiello architettonico chiuso per problemi statici dal terremoto del 1980, e restituito alla città grazie all’impegno dei membri dell’associazione, che si sono dati da fare per ripulire l’edificio, mentre con una campagna di crowdfunding sulla piattaforma “Meridonare” e la generosità di un benefattore è stato possibile recuperare la sacrestia e mettere in sicurezza la navata. Nelle immediate vicinanze della chiesa, la caserma sede del Comando Legione Campania, in una posizione che rende i Carabinieri e i componenti dell’associazione vicini di casa, uniti da rapporti cordiali “di buon vicinato”.

san potito

Lo show vede protagonisti ventidue cantanti e quattro musicisti, tutti giovani, diretti dal maestro Carlo Morelli; gli artisti si esibiscono in un vasto repertorio, che unisce la canzone napoletana classica alle sonorità della musica pop, e non si “limitano” a cantare, ma interpretano, con grande partecipazione e intensità, tutti i brani proposti.

carlo morelli coro

In occasione della serata dedicata ai Carabinieri, che ha accolto numerosi spettatori tra i componenti dell’Arma e le loro famiglie, la chiesa si è presentata in una veste molto suggestiva, con giochi di luce tra colonne e pilastri, e una particolare illuminazione che esaltava gli splendidi quadri nelle cappelle – l’edificio ospita dipinti di autori di notevole valore, da Luca Giordano ad Andrea Vaccaro a Giacinto Diano, e costituisce una importante testimonianza, purtroppo per lungo tempo sconosciuta, della storia della pittura a Napoli.

chiesa san potito

Esaltanti le performances dei giovani cantanti, che hanno emozionato i presenti con brani come “’O sole mio”, “Mamma mia”, “’A rumba de’ scugnizzi”, “’O Sarracino”, e tanti altri. Prima dell’inizio della serata, abbiamo chiesto al maestro Carlo Morelli di raccontarci un po’ il suo progetto. «L’idea – ci ha spiegato – è stata fin dal principio quella di valorizzare i giovani talenti, offrendo la possibilità a tanti ragazzi di vivere di musica.

that's napoli live

L’obiettivo è riuscire a istituire in questa bellissima chiesa che è diventata la nostra sede una vera e propria accademia di perfezionamento per le performing arts; intanto, lavoriamo molto nel sociale, accogliendo anche ragazzi che vengono dal settore penale, che con noi, grazie a corsi come quello di fonico e quello di tecnico del suono, già attivi, vedono aprirsi delle opportunità di futuro, la possibilità di sperimentare strade diverse da quelle già percorse».

carlo morelli

Grande l’entusiasmo che traspare dalle parole di Carlo Morelli, forte della volontà di riportare la città di Napoli a ricoprire il suo ruolo di capitale della cultura. Un entusiasmo trascinante, di chi ama la sua città, ama i giovani e ama lavorare con loro. «È bello pensare che i ragazzi possano lavorare con la musica – spiega – soprattutto in zone difficili come le periferie; sì, la musica deve assediare le periferie, dove i giovani non devono tenere tra le mani una pistola ma uno strumento, per poter sparare note invece di proiettili».