venerdì, 20 Set, 2019 Espresso napoletano

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Aida Guardai celebra il proprio omaggio alla natura

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É stata inaugurata sabato scorso la mostra personale dell’artista puteolana Aida Guardai. Un viaggio nella natura attraverso i colori ed i personaggi mitici che la animano passando per alcune vedute paesaggistiche nelle quali i colori si fondono nelle acque marine rappresentate dalla superficie fin giù ai fondali.

Il trionfo dei colorisi manifesta forte e poderoso in quasi tutte le opere esposte, eccezion fatta per alcuni disegni realizzati in bianco e nero che contrastano la vivacità del resto dei quadri in mostra. Immagini delicate, soavi ed allo stesso tempo cariche di una sorta di serena malinconia riflessiva che si evince da alcuni dei volti rappresentati, come nel caso della Fusione o nei ritratti della Nereide. In fondo all’unica navata della chiesa si erge maestoso il grande quadro che da il nome alla mostra, la Natura Mater rappresentata in grandi dimensioni (1,80 m x 1,95 m).

opera di Aida Guardai

Da qui lungo il percorso espositivo curato da Anna Abbate(Gruppo Archeologico Kyme) e Stefania Colizzi(Movimento Indipendente Artisti – M.I.A) è possibile passeggiare nel Sottobosco rappresentato in una serie di piccoli quadretti, o imbattersi nei personaggi mitici che da sempre hanno animato la natura. Così come è possibile ammirare le personificazioni del Fuoco, la rappresentazione dell’Angelus e degli elementi naturali presentati in coppia come Aria Acqua o tutti insieme nel quadro Aria, Terra, Acqua, Fuoco.

Aida Guardai, puteolana e figlia d’artista, porta dentro di se esperienze pittoriche diverse e variegate, nessuna delle quali prevale sull’altra. Un sostrato importante dal quale ha tirato fuori un suo stile unico ricco di una vitalità esplosiva e manifesta nelle scene naturali che fanno da sfondo e cornice ai volti al contrario sobri e talvolta malinconici dei personaggi rappresentati, come quello del dipinto Volto II. In lei si denotano anche influenze derivate anche da trascorsi orientali, assorbiti nel suo periodo giapponese quando a Tokio ha partecipato ad un concorso di pittura con il Ritratto di Momoko poi esposto presso il Ueno Royal Museum of Art. I frutti di questa esperienza si evincono, in maniera evidente nel ritratto della Terra nel quale, una donna vista di profilo e con il capo chino in avanti ricorda molto da vicino una geisha.