martedì, 19 Nov, 2019 Espresso napoletano

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Al Piccolo Teatro del Giullare di Salerno è in scena “Caro Dio”

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Grande successo alla prima dello spettacolo “Caro Dio”, monologo tratto dal libro omonimo di Giovanna Castellano.

Al Piccolo Teatro del Giullare di Salerno, la protagonista Cinzia Ugatti ha reso, con un’interpretazione di notevole impatto emozionale, tutti i dubbi sulla fede (quella che viene imposta dal clero cattolico-occidentale), ha elencato tutti i “perché” ai quali non è possibile dare una risposta. L’autrice, e la Ugatti se n’è fatta mirabile portavoce, elenca una serie di episodi biblici mettendone in evidenza i paradossi, le favole spacciate per verità.

È un testo che, ancora di più nell’interpretazione teatrale, con le parole rivolte direttamente al pubblico, ha il potere di far vacillare la fede più incrollabile e l’ateismo più convinto! Sì, perché l’apparente semplicità e ovvietà delle riflessioni dell’autrice, sono in grado di mettere (sia i lettori che gli spettatori) di fronte a delle verità a cui, probabilmente, nessuno leggendo la Bibbia, aveva nemmeno fatto caso.

Una dopo l’altra le parole diventano violente stilettate, dolce malinconia, divertentissima ironia, struggente amarezza. Dall’episodio del serpente che viene condannato a strisciare sul proprio ventre (e non si sa prima come si muovesse), all’episodio della nascita di Cristo valutata come un’inseminazione artificiale ante-litteram, all’ipocrisia imperante nel clero, alla noia di un Dio eterno e, probabilmente, alla ricerca di quale emozione. C’è spazio per ogni considerazione, nessuna però offensiva e/o blasfema: l’autrice si allontana da Dio (quel Dio di cui ci raccontano), ma apre la porta alla speranza di un ritorno.

La bravissima Cinzia Ugatti, con la partecipazione di Matteo Amaturo nel ruolo di un sacerdote dialogante, ha reso partecipe il pubblico dell’investimento emotivo che ha messo in questa interpretazione: credo che non si possa dare in scena ciò che lei ha dato senza “sentire” profondamente ciò che si interpreta. Diretta dal giovane regista Angelo Ruocco, la Ugatti si è mossa tra le scene di Olga Marciano e Giuseppe Gorga, realizzate con materiale riciclato, quindi un allestimento ecosostenibile per uno spettacolo che incide nella spiritualità.

Applausi prolungati e meritati alla fine della rappresentazione, presente anche l’autrice la quale ha dichiarato che l’interpretazione di Cinzia Ugatti le ha “regalato nuove emozioni attraverso le sue stesse parole”.

Repliche fino al 20 aprile.