Alla Pietrasanta arriva il Museo della Follia

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La splendida Basilica di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta, uno dei luoghi sacri più antichi e suggestivi di Napoli, di recente restituita alla città dopo il restauro, diviene sede del Museo della Follia, una mostra itinerante che dopo Matera, Mantova e Catania giunge a Napoli, dove presenta un itinerario che va da Goya a Maradona, composto da oltre 200 opere tra dipinti, fotografie, sculture, oggetti e installazioni multimediali, tutti legati al tema della follia.

Il progetto è di Vittorio Sgarbi, che lo ha presentato sabato 2 dicembre in un’affollatissima conferenza stampa, alla quale hanno preso parte Anna Maria Minicucci, direttore generale dell’Azienda ospedaliera Santobono-Pausilipon; Andrea Viliani, direttore del Museo Madre; Raffaele Morelli, psichiatra e psicoterapeuta; monsignor Vincenzo De Gregorio, rettore della Basilica.  L’incontro è stato anche l’occasione per la presentazione di “Matricola Zero Zero Uno” (Giapeto editore), di Nicola Graziano, con foto di Nicola Baldieri; il libro racconta tre giorni di permanenza del magistrato nell’ex Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Aversa, sotto le spoglie di un qualsiasi paziente, pronto ad ascoltare storie di miseria e sofferenza e a sentirsi, per qualche ora, uno di quei “folli”.

Le foto scattate da Nicola Baldieri rendono ancora più forte l’impatto emotivo del volume, raffigurando luoghi e persone con spietata veridicità. In un’intervista al nostro giornale (pubblicata sul numero di novembre, ndr), Nicola Graziano ha raccontato la sua esperienza tra gli internati, dura, ma estremamente significativa: “Cercavo di occultare la mia diversità dai pazienti con lo sgomento che provavo. Sono però riuscito ad entrare subito in sintonia con loro, ho scoperto che avere una sigaretta in mano e offrirla lì dentro è un efficace sistema di comunicazione. Sicuramente questa esperienza mi è costata lacrime e sudore, in un posto come era l’OPG il tempo sembra non passare mai, e quando conosci questa realtà, ti appartiene per sempre. Ho scoperto che la malattia mentale si può affrontare in due modi: con l’indifferenza – il modo più semplice – oppure tenendo conto che anche chi ha un disturbo gravissimo è comunque un uomo con la sua dignità”.

Un viaggio nel mondo di chi è considerato “diverso” dunque, il libro di Nicola Graziano, in perfetta sintonia con le opere d’arte e gli oggetti esposti. La mostra è articolata in diverse sezioni: innanzitutto quella che presenta opere di artisti di fama internazionale, da Francisco Goya a Francis Bacon a Adolfo Wildt, o comunque noti in Italia (ad esempio Telemaco Signorini, Fausto Pirandello, Antonio Ligabue), tutti caratterizzati da esistenze difficili, nelle quali le loro menti erano più o meno costantemente attraversate da gravi turbamenti.

A Gino Sandri, artista che ha trascorso diversi anni della sua vita nell’ex ospedale psichiatrico di Mombello, è dedicata la sezione “Stereoscopi”, che trasporta il visitatore tra i corridoi e le stanze di questa struttura. Ogni oggetto, ogni immagine, esposta in mostra, consente un viaggio in luoghi di sofferenza quali gli ex OPG, dove anche le pareti sembrano trasudare dolore. Sono tanti gli artisti di cui è possibile ammirare le opere; tra questi Enrico Robusti, Agostino Arrivabene, Carlo Zinelli, Venturino Venturi, e ancora Vincenzo Baldini, Claudio Centimeri, Ulderica Da Pozzo, Gaspare Palazzolo, Luigi Serafini, e tanti altri.

Interessante tra le video installazioni un monologo inedito di Paolo Crepet, dal titolo “Arte Libertà Follia Dolore. Da Mario Tobino a Franco Basaglia”; sono visionabili anche dei documentari sull’argomento, tra i quali possiamo citare “O.P.G.”, un estratto dell’inchiesta condotta dal Senato sugli ospedali psichiatrici giudiziari. Tra le novità di questa versione partenopea della Mostra due grandi sculture di Cesare Inzerillo: “Corno Reale”, omaggio alla scaramanzia tipica di Napoli, creazione che supera i tre metri d’altezza, e un gigantesco “Apribocca”, che riproduce il reale strumento utilizzato nei manicomi, e accostato al dipinto intitolato “L’adolescente” di Silvestro Lega.

Enorme anche la “Griglia”, che presenta i ritratti di alcuni pazienti di ex OPG, recuperati nelle loro cartelle cliniche conservate negli archivi delle vecchie strutture, e che si estende su quattro pareti, per raggiungere una superficie totale di oltre 80 metri quadrati. E restando in tema di novità, ecco che la mostra alla Pietrasanta introduce la figura di Diego Armando Maradona, per un’idea di Vittorio Sgarbi che afferma: “Non esiste un capolavoro indiscusso come non esiste un genio indiscusso. Fino a Caravaggio la vita di artisti anche immensi come Leonardo o Michelangelo è inferiore all’opera. Con lui la vita diventa arte. Come in Maradona. In entrambi l’esistenza passa per un abisso che non santifica. Non è una forzatura. I volti di Caravaggio sono i ragazzi di vita, delle strade, delle periferie dell’umanità. Le sue opere mostrano al contempo dolore e divino, luce e buio, peccato e redenzione. Maradona è il Caravaggio del Novecento. E io lo porto in un museo”.

Ancora di Cesare Inzerillo l’installazione “Tutti Santi”, che racconta un ospedale psichiatrico giudiziario in cui i pazienti si ribellano alle terribili condizioni di vita, e si mescolano a medici e infermieri; lo sfondo è una stanza buia, dove angosce e paure che potrebbero essere di ogni uomo emergono tristemente, e dove i personaggi sono rappresentati come mummie, esseri scarnificati che hanno perso ogni parvenza di umanità, ma che sono “tutti santi” perché combattono una lotta senza quartiere contro la sofferenza e la morte.

Interessante anche la Sala dei ricordi, dove si ritrovano oggetti di quella che era la quotidianità dei manicomi, dai farmaci agli strumenti di terapia (come elettroshock  e camicie di forza), a lettere, giocattoli e disegni dei pazienti. La mostra “Museo della Follia. Da Goya a Maradona”, curata da Vittorio Sgarbi, che vede come autori principali Cesare Inzerillo, Sara Pallavicini, Giovanni C. Lettini, Stefano Morelli, è ubicata nella Basilica di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta, in piazzetta Pietrasanta 17-18, e sarà visitabile fino al 27 maggio 2018. Questi gli orari: dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 20, sabato e domenica dalle 10 alle 21. Per informazioni e prenotazioni è possibile consultare il sito www.museodellafollia.it.

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