mercoledì, 22 Gen, 2020 Espresso napoletano

Storie e bellezze di Napoli on line

Alla Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, la Scuola di Alta Formazione di Arte e Teologia

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Sì, sono davvero tante le unicità positive di Napoli. Il problema serio è il nostro comportamento: quasi le snobbiamo, non vogliamo accorgerci di esse, spesso ne apprendiamo l’esistenza da cittadini di altre regioni o da stranieri. Forse questo atteggiamento risiede nella nostra indole: scettici e malinconici, autoironici ed increduli, sono talmente tante le speranze andate deluse che diventiamo tutti dei “santommaso” in pectore. Finché non tocco, non vedo.

Perla riservata, ancorché luminosa, è la Pontificia Facoltà teologica dell’Italia Meridionale, istituzione universitaria ecclesiastica destinata al conferimento di gradi accademici a laici e chierici. Con sede a Napoli, si articola in due sezioni:
– la “SanTommaso” in zona Capodimonte, che fa riferimento al clero dell’Arcidiocesi di Napoli;
– la “San Luigi” a Posillipo, che fa riferimento alla Compagnia di Gesù.

edificio scattato dall'esterno

Perché perla? L’unicità è dovuta al fatto che soltanto a Napoli esistono, in modo continuativo da nove anni, Corsi di formazione ai Beni culturali in ambito ecclesiale. Da quest’anno accademico, tre nuovi percorsi, lo specifico “Arte e Teologia per i beni culturali”; il “Laboratorio di progettazione di chiese” e il “Laboratorio Parchi ecclesiali culturali”. Dunque ecco nascere qui figure specialistiche con allievi e allieve da tutt’Italia e dall’estero, quasi tutti laici. Un’opportunità per sviluppare questi settori e, nel contempo, per valorizzare le bellezze del nostro territorio. Non soltanto attraverso lezioni mirate ma anche con visite guidate, laboratori, soggiorni fuori sede.

locandina

Direttore della Scuola, il decano della sezione San Luigi, il gesuita (per statuto) Sergio Bastianel S.I.; condirettore il laico, professor Giorgio Agnisola, sua la materia, “Arte sacra e Beni culturali”. Dalla Facoltà Pontificia di Napoli dipendono tutte le sezioni distaccate dell’Italia meridionale, mentre in Italia, cinque sono le Facoltà con identico percorso. A Napoli, in una normale facoltà di Teologia ma con specifici Corsi di Lettere e di Filosofia, si configura la Scuola di postformazione, ottanta allievi per il 2015, per approfondire il rapporto tra Arte e Teologia. Ammessi i laureati o persone particolarmente valide in campo artistico, del restauro, o con specifica competenza nella direzione di Musei o di Archivi.

“Poiché gli iscritti vengono quasi tutti da lontano – ci dice il Condirettore Agnisola – il percorso didattico è diverso, come orari ed incontri, rispetto alle Specializzazioni di altre Università. Infatti c’incontriamo per due fine settimana al mese. Abbiamo una convenzione con l’Istituto Denza per l’alloggio. I percorsi vertono, per la maggior parte, sull’arte sacra e, oltre allo studio in loco, abbiamo stabilito centodieci ore per visite guidate. E se esse sono lontane da Napoli, i tempi di frequentazione si allungano. L’allievo ha tre possibilità: 1) proseguire il percorso generale (arti visive, letteratura, cinema, teatro, musica, fotografia; 2) dedicare quaranta ore al turismo religioso con una settimana di ritiro spirituale e soggiorno in parchi e boschi; 3) seguire il laboratorio di progettazione di chiese. I tre settori prevedono lezioni comuni e/o specialistiche. La Scuola rilascia un attestato con il patrocinio della CEI e dell’Ufficio pastorale del Turismo”.

giorgio agnisola

Il corso dura un anno ma quasi tutti gli allievi raddoppiano la frequenza proprio per approfondire le loro specificità. I progetti eseguiti nelle due prime Sezioni vengono esposti in una Mostra; per il terzo settore si pubblicano dei Quaderni. Altre facoltà simili erano sorte in Italia ma hanno avuto breve durata.

“Noi resistiamo – continua il Professor Agnisola – perché tutti i docenti, molti religiosi e qualche laico il mattino, sono volontari, soltanto con un rimborso spese. Al pomeriggio insegnano quasi soltanto laici, provenienti per la maggior parte dal sud, non soltanto per motivi economici – sarebbe troppo costoso venire da altre regioni -, ma anche perché estremamente preparati. Cultura, dunque, la loro, da valorizzare, per sentire le radici e il territorio”.

Attraverso un confronto e la flessibilità tra docenti ed allievi di provenienza e di storia diverse.

locandina

I nostri Direttori di Musei o Professori universitari sono presenti? “Sì, molto, portando anche la loro esperienza di funzioni e ruoli diversi. Spesso, anche con la loro presenza, l’opera d’arte viene vista lungo una filigrana psicologica – aggiunge Agnisola – mentre altra considerazione fondamentale è che i nostri Corsi sono tenuti in grande considerazione in ambito ecclesiastico (pensiamo, ad esempio, ai numerosi Musei diocesani) anche perché è la sola struttura italiana che forma anche coloro che, poi, possono essere particolari “Guide al turismo religioso”, con una visione ecclesiale, anche se non normativizzate, molto richieste dai gruppi di viaggiatori, soprattutto stranieri”.

Certo: non si può raccontare una chiesa come se fosse un museo.

Aneliti di vita. Da Napoli.