lunedì, 19 Ago, 2019 Espresso napoletano

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Antichi palazzi di Napoli, alla scoperta di palazzo Firrao

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Passeggiare per Napoli vuol dire alzare ogni tanto lo sguardo alla scoperta dei palazzi storici che contribuiscono a raccontarne la storia. Uno di questi è il cosiddetto Palazzo Firrao e si trova in Via Costantinopoli, con affaccio su Piazza Bellini. Edificato ai primi del Cinquecento, non si è mai potuto risalire all’architetto che per primo lo realizzò. Si è propensi a ritenere che su un progetto di Cosimo Fanzago vi abbiano lavorato Jacopo Lazzari e suo figlio Dionisio.

Acquistato il palazzo risalente alla seconda metà del Cinquecento, Cesare Firrao decise di rimodernarlo secondo le caratteristiche delle opere di quel tempo e soprattutto a dimostrazione della sua posizione di rilievo nell’ambito del Regno.

palazzo firrao

Jacopo Lazzari e suo figlio realizzarono essenzialmente la facciata, ricca di simbolismi, che si innalza su una base in piperno, con tre finestre per lato, che fiancheggiano il portone. L’ultima finestra per ogni lato, divenendo nicchia, contiene una statua di figura femminile, che si presume sia una copia di originali esemplari del periodo romano. Il portale ha al di sopra del timpano spezzato due figure: quella a sinistra rappresenta la Magnanimità e l’altra, a destra, la Liberalità.

palazzo firrao

Il simbolismo è presente anche nel secondo piano dove le paraste sono ricche di panoplie che indicano le capacità guerriere della famiglia. Infine, si aggiungono gli elementi di devozione alla corona spagnola, raffigurata nei busti dei sette re di quel casato, posti nei clipei tra i timpani spezzati delle relative finestre. Infatti, sono rappresentati dalla sinistra di chi guarda: Filippo IV, Filippo II, Ferdinando II, Carlo V, Ferdinando III, Filippo III e Carlo II. Infine, vi è un motto che, pari ad un vero rebus, non è mai stato e che trascriviamo: GENEROSUM INDIGET HIC MEDIUM ET LABORAT PETERET NEUTRUM / UTRI NOVI VINO ILLA FINIS PROEMIUM ASTRA VULGARE.

palazzo firrao

Durante la rivoluzione di Masaniello il palazzo rischiò di andare a fuoco per l’odio della popolazione nei confronti del principe di Sant’Agata, e particolarmente per la sua carica di portolano, ma il cardinale Filomarino lo salvò, facendo notare ai rivoltosi la presenza nella facciata del busto di Carlo V, fonte di tali benefici al popolo, da essere intoccabile.

Altre notizie riferiscono che la proprietà passò ai Sanseverino di Bisignano in quanto eredi dell’ultima discendente Livia Firrao, moglie del principe Tommaso di quel casato. Fu lei che fece rifare il giardino retrostante con l’inserimento di una fontana. Dopo i Sanseverino il palazzo passò agli Spinelli che avevano la proprietà limitrofa. Attualmente è sede dell’Acquedotto di Napoli.