Antichi palazzi di Napoli, alla scoperta di palazzo San Teodoro

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Lungo riviera di Chiaia, letteralmente affacciato sulla Villa Comunale di Napoli, si staglia il palazzo San Teodoro che, scrive il Celano, prese il posto di alcune case di proprietà sin dal 1600 della famiglia Pannone e di Leonardo de Tocco. Fu nel 1826 che il duca di San Teodoro diede l’incarico di costruire l’edificio a Guglielmo Bechi, che lo realizzò in uno stile classicheggiante e, come scrive il Sasso, «volle tentare uno stile che egli diceva pompeiano vale a dire inchinevole alla greca maniera».

palazzo san teodoro

Palazzo San Teodoro è eretto su tre piani, con il vestibolo formato da quattro colonne scanalate con capitelli dorici che lo dividono in tre aperture, delle quali la centrale, più ampia, corrisponde all’ingresso dell’abitazione. Le colonne, oltre alla funzione scenografica e decorativa, hanno quella di sostenere la lunga balconata che percorre tutta la facciata, scandita da lesene, che suddividono i tredici balconi esistenti.

palazzo san teodoro

Eguale disegno si sviluppa poi sui due piani superiori, con la differente decorazione nei capitelli. Questi sono, a differenza dei primi dai quali li divide la leggera linea di marcapiano, ionici e nell’ultimo corinzi. Chiude la facciata una cornice, sostenuta da dentelli che richiama nel disegno quella realizzata al di sotto della prima balconata.
L’edificio viene ricordato soprattutto per i ricevimenti che vi si svolgevano ed in particolare per quelli che il duca e sua moglie offrivano alla nobiltà napoletana.