mercoledì, 19 Giu, 2019 Espresso napoletano

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Antichi palazzi di Napoli, alla scoperta di Palazzo Sessa

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Palazzo Sessa, l’edificio che oggi ospita la comunità israelita con la sua sinagoga fu costruito sui terreni di proprietà della chiesa di Santa Maria a Cappella Vecchia. Non si conosce esattamente il periodo di edificazione ma il portale che dà l’ingresso all’antica chiesa, trasformata attualmente in palestra, è datato 1506. Fu con la soppressione dei monasteri che l’edificio pervenne al marchese Giuseppe Sessa che ne trasformò la struttura per utilizzarlo come sua abitazione; parte di esso fu poi adibito a sede dell’Ambasciata di Inghilterra.

palazzo sessa

Fu per quest’ultimo motivo abitato, tra gli altri, da Guglielmo Hamilton, che nella sua funzione di ambasciatore riuniva spesso la nobiltà napoletana in convivi. Tra quelli che lo visitarono vi fu anche il Goethe nel suo soggiorno napoletano del 1787, poi descritto nelle memorie.
Nelle corrispondenze di quel tempo si diceva che dalle finestre dell’edificio si vedeva il golfo, e questo pare possibile in quanto in quell’epoca non vi erano ancora né la strada poi detta della Pace né gli edifici del Chiatamone e, anche se da lontano, era possibile guardare il mare.

palazzo sessa sinagoga

Il palazzo fu abitato in alcuni appartamenti anche dal generale Orazio Nelson e da Emma Hamilton. Inoltre vi dimorò il cardinale Capecelatro che pare facesse costruire un pavimento a mosaico raffigurante dei gatti di cui anche la casa era circondata. Dicevamo che il palazzo è anche sede attuale della Sinagoga, che fu inaugurata nel 1864, grazie all’interessamento e contributo del barone Rothschild. Sede poi acquistata nel 1910 da Dario Ascarelli, come ricorda una lapide di marmo, mentre un’altra commemora i morti delle deportazioni nei campi di sterminio tedeschi.
Anche questi locali sono stati oggetto di trasformazione e restauro avvenuti nel 1992.