Antichi palazzi di Napoli, la storia del Palazzo dell’Accademia di Belle Arti

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L’Accademia di Belle Arti di Napoli ha sede in uno storico palazzo di Napoli, in Via Costantinopoli, nei pressi di Piazza Bellini. Ecco la sua storia.
Era il 24 luglio 1755 quando Carlo III con un decreto reale ordinò l’istituzione dell’Accademia del Disegno, assegnandole un vasto locale in San Carlo alle Mortelle dove già era un laboratorio delle pietre dure, e dette l’incarico di dirigerlo a Giuseppe Bonito (1707-1789) che era pittore di casa reale.
Il crescente interesse per le discipline che vi si insegnavano fece sì che, nel 1780, re Ferdinando IV (1751-1825) ne decise il trasferimento per una migliore sistemazione, nel regio Palazzo degli Studi (l’attuale Museo Nazionale).

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In seguito poi, solo dopo la restaurazione, sempre re Ferdinando, non solo decretò la fondazione dell’Istituto di Belle Arti con uno statuto, ma diede inoltre l’incarico di trovare una più consona, spaziosa e definitiva collocazione per quelle attività. Nella ricerca fu scelto quindi l’edificio conventuale di San Giovanni delle Monache, la cui costruzione, databile al periodo che va dal 1673 al 1732, era stata anche, secondo quanto riportato da alcuni, il palazzo del reggente Davide.
Stabilito il luogo, la decisione di trasferire le attività scolastiche restò però sospesa fino all’unità d’Italia in quanto solo dopo il 1861 venne concesso l’antico monastero di San Giovanniello che quindi «fu adattato ai nuovi scopi e divenne l’edificio che oggi vediamo».

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Come appare oggi il Palazzo dell’Accademia di Belle Arti di Napoli

L’edificio nella sua conformazione prospettica presenta oggi, in tutti e quattro i lati, le ampie superfici vetrate che si alternano al tufo campano delle pareti, in una classica impostazione neorinascimentale. La facciata principale, decorata in alto con i busti in terracotta raffiguranti professori dell’Accademia, è strutturata con l’alto basamento, dovuto alla differente quota rispetto alla parte retrostante, che determina una sorta di ballatoio al quale si accede dalla rampa, frontale al portone, ai cui lati sono collocati i due leoni in bronzo realizzati da Tommaso Solari (1820-1897).

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