domenica, 25 Ago, 2019 Espresso napoletano

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Antichi palazzi di Napoli, palazzo Caramanico

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Palazzo Caramanico sorge dopo il Palazzo Giordani e il vico Medina già “Sghizzitiello”, caratteristico nome probabilmente dovuto alla poca larghezza e quindi atto a ricevere durante le piogge non scrosci d’acqua ma schizzi. Di questo edificio, così come di altri in questa zona, non si conoscono particolari della iniziale edificazione. Si sa invece che, come quello dei Giordani, fu ristrutturato da Ferdinando Fuga negli anni dal 1775 al 1780.

Qui la facciata è scandita da due ordini di lesene, con quelle superiori al di sopra del marcapiano che con coppie di mensole (ai lati estremi tre) sorreggono il cornicione finale. Così come nel precedente palazzo, le aperture sono tutte a balcone con timpani triangolari che racchiudono dei mascheroni.
Nella parte centrale il portale è racchiuso da pilastri scanalati che partono da un’alta base e sostengono un arco a tutto sesto con una rosta a raggiera.

Il Catalani nella descrizione dice che il Palazzo d’Aquino di Caramanico era proprietà al suo tempo, nel 1845, del duca di Noja e in nota scrive: “Questo palazzo che fa tanto onore al Cavalier Fuga potrebbe servire di scuola a tutti quelli architetti moderni, i quali credono non doversi studiare le opere del Vanvitelli, del Fuga, del Fontana, e di altri chiari ingegni dei due secoli passati”.

Nella stessa strada esisteva poi il Palazzo dei Sirignano, che venne abbattuto ed il cui portale venne trasferito nella proprietà che i Caravita di Sirignano avevano al Vomero dove, in corrispondenza della via Aniello Falcone, fu inserito nella villa Poggio Fiorito dei Leonetti.