domenica, 21 Lug, 2019 Espresso napoletano

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Antichi palazzi di Napoli, palazzo Ruffo della Scaletta

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Appartenuto già al cardinale Diomede Carafa di Belvedere che fece incidere un distico virgiliano sulla facciata, palazzo Ruffo della Scaletta (Riviera di Chiaia, 202), passò poi nel Seicento a Tiberio Carafa principe di Bisignano. Questo personaggio restò nella cronaca del tempo perché aveva creato nel parco del palazzo un piccolo giardino zoologico dove raccoglieva animali di varia natura non disdegnando le bestie feroci come tigri e leoni.

ruffo della scaletta

Si sa che l’edificio venne restaurato nel 1832-35 dal colonnello del Genio, ingegnere Francesco Saverio Ferrari, che rifece la facciata, mentre Guglielmo Bechi sistemò il cortile interno, la scala ed il secondo piano, dove dimorava il principe Ruffo della Scaletta. Anche in merito a questi lavori ed in particolare a quelli delle scale, si racconta un aneddoto. Re Ferdinando, visitando il palazzo, pare avesse ammirato molto i saloni e poco apprezzato la scala che era stata ridotta rispetto all’esistente.

Questo giudizio rammaricò il proprietario che ordinò quindi nuovi lavori, affinché la scala fosse ampliata. Allora il re, ritornando nell’edificio, esclamò che in questa nuova veste era indubbiamente bella, ma per farla il principe si era mangiato il palazzo, ovvero aveva speso una cifra enorme.
L’affermazione del re non era poi tanto errata, se si pensa che nel 1825 una buona fetta dei giardini della proprietà fu venduta per ragioni economiche ai Drummond, perché questi potessero ampliare la loro proprietà.