Biblioteca universitaria, un viaggio tra pagine ingiallite

Commenta

sala lettura

Vi si può accedere da via Mezzocannone o da via Paladino: due ingressi che conducono in un luogo che racchiude tanti posti diversi, custode di storia e di lunghe tradizioni accademiche. Un luogo come questo può esistere solo in una città come Napoli: un palazzo poco conosciuto che si dipana in un dedalo, fisico e non solo, di cortili, piani, musei, sedi di dipartimenti e aule universitarie. La prima volta ci si perde, accade ed è quasi inevitabile. È un luogo nel quale s’incrociano studenti universitari, professori e turisti un po’ spaesati. Dopo aver percorso diverse rampe di scale ci si ritrova nel Cortile delle Statue: vi sono custodite le statue dedicate a personaggi illustri della nostra storia e basta alzare lo sguardo per vedere uno splendido loggiato ma anche un’affascinante meridiana ed un orologio. Un luogo che conosco bene ma che non smette di riservarmi sorprese, dove lo sguardo si perde mentre il calpestio dei passi produce un inconfondibile rumore. 

loggiato

Il loggiato del Cortile ospita la Biblioteca Universitaria di Napoli, una biblioteca pubblica statale afferente al Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo. Altre rampe di scale ci conducono nell’ennesima realtà incredibile raccolta tra queste mura. Vengo accolta dal direttore, il
dottor Raffaele De Magistris, e dal suo staff, e subito ho la certezza di non trovarmi in un posto qualsiasi. Il valore del luogo non è solo dovuto all’incredibile ricchezza della Biblioteca e alla sua innegabile importanza quale luogo di conservazione e consultazione di materiale altrove introvabile, ma è dato da coloro che a quella Biblioteca hanno deciso di dedicare la loro vita, il loro lavoro. Un lavoro che è amore ed incredibile rispetto per ogni pagina custodita, stupore che non svanisce per la bellezza del luogo enorme disponibilità e pazienza per chiunque abbia bisogno dei servizi, numerosissimi, che la Biblioteca mette a disposizione del pubblico. Attualmente l’edificio è interessato da importanti lavori che durano da quasi dieci anni, ma il Direttore mi dice, speranzoso, che si è ormai arrivati alla fine.

cortile delle statue

I libri conservati nel loggiato, i tavoli ospitati all’aperto per far fronte alle esigenze degli utenti saranno un ricordo e tutto troverà nuovamente la sua giusta collocazione grazie a dei sapienti interventi che hanno saputo restituire fascino agli ambienti e dare una giusta e razionale collocazione all’immensa mole di materiale custodito, in un’ottica architettonica adatta per una biblioteca più moderna e razionale. Ma nonostante i libri ed i volumi accatastati, nonostante l’aria di provvisorietà e di cantiere, la magia delle pagine scolorite dei volumi antichi si avverte; forte è la sensazione di trovarsi in un posto unico, secondo solo alla Biblioteca Nazionale, nato grazie ai lasciti di grandi studiosi e professori universitari e nutrito negli anni. Un milione di volumi tra cui cinquecento incunaboli, trecento Bodoniane (solo per citare alcuni “tesori” qui custoditi) ed anche un incredibile repertorio di microfilm grazie ai quali consultare alcuni giornali del ‘900 ed ottocenteschi. Rarità è il primo numero de Il Mattino.

manoscritto

Un incredibile patrimonio di bellezza e sapere reso accessibile a chiunque ne abbia bisogno perché l’intento di tutti coloro che qui lavorano è quello di portar avanti una struttura che non sia solo di conservazione e ricerca ma, anche e soprattutto, una biblioteca aperta alle esigenze di tutti, dove recarsi per leggere un romanzo e dove
lo studioso può trovare ciò che altrove non esiste. Una biblioteca che si è aperta al pubblico attraverso numerose e disparate iniziative e che lavora e collabora anche con le scuole, per la formazione delle nuove generazioni. Nel corso dei recenti lavori sono stati riportati alla luce reperti archeologici ben più antichi del Collegio Massimo dei Gesuiti al Salvatore (primo nucleo dell’edificio): tra basi di colonne ben visibili ed archi in evidenza questi incredibili ritrovamenti rispecchiano la natura della Biblioteca stessa. Un luogo in cui, nel tempo, si sono stratificati documenti, libri ed intere collezioni; un luogo la cui bellezza e il cui valore scientifico e storico è quello di un posto che si è formato negli anni e con il loro trascorrere, grazie a quella sovrapposizione, spesso disordinata ma incredibile, sulla quale tutta Napoli si fonda.

Tag:, , ,