venerdì, 19 Lug, 2019 Espresso napoletano

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Chiese di Napoli, chiesa del Gesù delle Monache

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Ad angolo con la via di Porta San Gennaro s’incontra la chiesa di Santa Maria del Gesù detta del Gesù delle Monache. La fondazione del monastero risale all’inizio del XV secolo, essendo documentate donazioni della regina Giovanna II che provvide a far ampliare l’originaria casa di suore francescane durante il suo regno. Successivamente, la regina Giovanna III, ultima moglie di re Ferrante I d’Aragona e sorella di re Ferdinando il Cattolico, assicurò al monastero numerose donazioni e ordinò che vi fossero trasferite le salme della dinastia aragonese, custodite nella basilica di san Domenico Maggiore; così anche fece la regina Giovanna IV, figlia di Giovanna III e moglie di re Ferrante II.

chiesa del gesù delle monache

Tuttavia, essendosi concluso il regno aragonese, le rendite che erano state assicurate non giunsero al monastero di suore francescane, che nel 1527 fu dedicato a Santa Maria del Gesù. Nel 1582 la chiesa fu ricostruita per l’intervento della famiglia Montalto, e alla fine del secolo XVII fu restaurata in stile barocco dall’architetto Arcangelo Guglielmelli.
La chiesa del Gesù delle Monache, ad unica navata con quattro cappelle per lato, e soffitto ligneo a cassettoni (1680 circa), presenta una facciata in pietra di papero scura alternata a decorazioni e statue di santi di colore bianco, realizzata su tre ordini, con atrio coperto davanti all’ingresso.

chiesa del gesù delle monache

Chiesa del Gesù delle Monache, le caratteristiche

Nell’interno, a cui si accede da un prezioso portone in legno intagliato (fine Cinquecento) si trovano le seguenti opere di Francesco Solimena: San Giovanni Evangelista e il Cardinale Innico Caracciolo (1685 circa, posto sulla controfacciata e proveniente dalla distrutta chiesa di San Giovanni in Porta San Gennaro), l’affresco raffigurante Trionfo di Santa Chiara (1681-84 circa, sull’altare della seconda cappella a destra dedicato a Santa Chiara). Quindi, diversi dipinti ivi lasciò anche Luca Giordano: l’Immacolata, Santa Teresa e Santa Chiara (1683, sull’altare della seconda cappella a sinistra), Sant’Antonio predica ai pesci e Sant’Antonio risana un piede ad un ferito (ai lati nella prima cappella a sinistra e risalenti al 1685 circa).

chiesa del gesù delle monache

Infine, oltre il pavimento maiolicato di Nicola Giustiniani (1760 circa). Le decorazioni a stucco (1680-83) di Lorenzo Vaccaro e Giuseppe Troise (prima e seconda cappella a destra e prima e seconda cappella a sinistra), l’organo in legno intagliato e decorato (fine Seicento), la parete lignea dell’abside di Arcangelo Guglielmelli (1680 circa), si ricordano la Madonna col Bambino e i Santi Francesco, Chiara, Pietro Paolo di Fabrizio Santafede (fine Cinquecento circa), e la Monacazione di Santa Chiara e Santa Chiara che scaccia i Saraceni (entrambi del 1696 circa) di Paolo de Matteis.