mercoledì, 24 Lug, 2019 Espresso napoletano

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Chiesa di Santa Brigida, dove fu sepolto Luca Giordano

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Nella chiesa di Santa Brigida, che si trova nella via omonima nel centro storico di Napoli, fu sepolto il 13 gennaio 1705 il grande maestro della pittura napoletana Luca Giordano. La chiesa è dedicata alla santa svedese che durante il regno di Giovanna I venne a Napoli a visitare i luoghi sacri della città, tra cui il Crocifisso della chiesa di San Giovanni a Mare, presso il quale si fermò a pregare.

Il padre oratoriano don Troiano Bozzuto aprì nel 1609 un oratorio, laddove sor­gerà la chiesa di Santa Brigida, «sotto la invocazione di S. Brigida col desi­derio di fondarvi dappresso un conservatorio per le vedove pericolanti, ma poiché l’opera cominciò senza l’approvazione ecclesiastica, l’oratorio fu interdetto» dal cardinale Buoncompagno.

Essendo state vendute le case del conservatorio a donna Giovanna Guevara, moglie di Pietro Pen­ta, furono messe a disposizione del padre Giambattista Antonini dell’O­ratorio di Lanciano che, munito di autorizzazione dell’arcivescovo di Napoli, poté aprire l’oratorio nel 1610 e affidare il complesso ai Padri Filippini, i quali dovendosi trasferire, lasciarono il luogo nel 1637 ai Padri della Madre di Dio detti Padri Lucchesi (fondati da Giovanni Leonardi, che fu in stretti rapporti con San Filippo Neri), che con le donazioni di Maria Felice Orsini, duchessa di Gravina, realizzarono la loro casa e nel 1640 ampliarono la chiesa e nel 1675 affidarono all’architetto Francesco Antonio Picchiatti il completamento dei lavori nella navata con la costru­zione delle cappelle che mancavano.

Ulteriori lavori conclusero la faccia­ta e la cupola che, essendo nelle vicinanze del Maschio Angioino, non poteva rischiare di ostacolare i colpi sparati dai bastioni delle torri; nel 1852-57 re Ferdinando II di Borbone, devoto dell’Addolorata venerata in Santa Brigida, provvide a far restaurare nuovamente la chiesa (con la direzione dell’architetto Federico Bausan).

I Padri Lucchesi furono espulsi durante il decennio francese, e, dopo essere tornati in un edificio contiguo a quello occupato precedentemen­te, nel 1862 furono costretti a lasciare nuovamente il luogo, per poi tornare nel 1919.

santa brigida

Dell’intervento di Luca Giordano con gli affreschi sulla cupola ha lasciato un’immagine ricca di ammirazione e commozione Gennaro Aspreno Galante che ha voluto ritrarre nella genialità di tale grande maestro il tratto peculiare della sua opera: 

Nella grande scudella, che è invece di cupola, ammirasi un miracolo del nostro Gior­dano; avendo il castellano di Castelnuovo impedito la erezione della cupola fu d’uopo sostituirvi una scudella di 18 palmi, ora l’impareggiabile Luca vi dipinse in modo l’ing­resso di S. Brigida in cielo, da sembrare allo spettatore un’alta cupola […].