martedì, 22 Ott, 2019 Espresso napoletano

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Chiese di Napoli, la chiesa di San Nicola della Carità

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Scendendo per via Toledo, prima di giungere a piazza Carità, s’incontra la chiesa di San Nicola della Carità, appartenente ai Padri Pii Operai Catechisti Rurali Missionari Ardorini.

Avvenne che un pove­ro mendicante, che era stato da loro assistito per lungo tempo, sul punto di morte donò ai Padri un sacco contenente stracci, all’interno del quale però era custodita la somma di seimila ducati affinché realizzassero altre opere di misericordia. Fu così che venne acquistato un edificio in via Toledo dove  i Padri poterono dedicarsi a numerose opere di bene presso un’edicola dedicata a San Nicola. Nel 1716 la chiesa di San Nicola alla Carità fu infine consacrata dal cardinale Antonio Pignatelli.

Dopo l’espulsione durante il decennio francese, i Padri Pii Operai si trasferirono in San Severo alla Sanità e la loro chiesa fu occupata dal Corpo del Genio; torna­ti nel 1819, provvidero ad affidare all’architetto Guglielmo Turi la dire­zione di nuovi restauri realizzati nel 1843, finché nel 1867 furono nuovamente espulsi.

san nicola della carità

Un ruolo importante nell’arricchimento artistico della chiesa di San Nicola alla Carità ebbe Francesco Solimena che disegnò la facciata (rea­lizzata da Salvatore Gandolfo) in marmi venati, che presenta sopra il por­tale tra due Angeli in marmo di Paolo Persico (1775) il busto in bronzo di San Nicola, disegnato da Francesco Solimena e realizzato da Bartolo­meo Granucci (1749-1775).

Opera di Solimena sono anche gli affreschi della volta (restaurata da Gennaro Maldarelli nell’Ottocento) della navata centrale che rappresentano Storie della vita di San Nicola (1696 circa), quelli laterali Apostoli e Virtù e ai lati del finestrone sull’ingresso la Predicazione di San Giovanni Battista (1697) e la più tarda Predica­zione di San Paolo a Reggio; quindi, anche le opere del transetto sull’al­tare destro San Francesco d’Assisi, San Francesco di Sales e Sant’Antonio da Padova (1681 circa) e sull’altare sinistro la Madonna col Bambi­no e i Santi Pietro e Paolo (1681-1684 circa).

san nicola della carità

Francesco De Mura invece realizzò gli affreschi Guarigione degli infermi da parte di San Nicola (1729, sulla cupola antistante la seconda cappella sinistra), la Visitazione (nel transetto sinistro) e la Natività (nel transetto destro), gli affreschi sulla cupola raffiguranti il Paradiso e tra i finestroni i Dottori della Chie­sa (entrambi del 1733-1734), San Liborio e ai lati San Raffaele e San Michele (1773, sull’altare della terza cappella destra). Di Paolo De Mat­teis sono l’affresco San Nicola libera un energumeno (sulla porta d’in­gresso) e la grande tela Morte di San Nicola (nell’abside). Nella prima cappella destra si trova la tomba di Carlo Carafa (del 1633), fondatore dell’Ordine dei Padri Pii Operai, i quali nel 1654 accolsero anche il corpo rimasto insepolto del pittore Bernardo Cavallino, morto all’età di trentotto anni.

 

Foto tratte da: wikipedia.it