domenica, 21 Lug, 2019 Espresso napoletano

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Chiese di Napoli, la chiesa di Santa Maria dell’Aiuto

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Nel vicolo parallelo a via Donnalbina, che confluisce in piazzetta Ecce Homo, s’incontra la chiesa di Santa Maria dell’Aiuto, situata a pochi metri della casa in cui visse la sua fanciullezza Matilde Serao.
Si narra che la sua fondazione, avvenuta nell’anno della peste del 1656, sia dovuta all’intraprendenza di due ragazzi figli di artigiani coltrari che chiedevano le elemosine mostrando un’immagine disegnata su carta della Madonna dell’Aiuto: avvenne che furono tante le elemosine che prima l’immagine venne dipinta su tela e poi le fu dedicata una cappella votiva in un palazzo comprato con quanto avevano ricavato dalla generosità del popolo napoletano.

santa maria dell'aiuto

Infatti, narra Galante che la fortuna dei fanciulli fu aiutata dal cielo perché «la Madre di Dio tanto si piacque della divozione dei fanciulli, da dispensar grazie a quanti innanzi a quella immagine versassero preghiera ed elemosina». Questa cappella, dunque, fu ingrandita e divenne una chiesa progettata dall’architetto Dionisio Lazzari e consacrata nel 1673 dal cardinale Innico Caracciolo.

santa maria dell'aiuto

Tra le opere d’arte che vi furono realizzate si ricordano l’altare maggiore di Dionisio Lazzari, il Monumento funebre di Gennaro Acampora, realizzato nel 1738 da Francesco Pagano su disegno di Bartolomeo Granucci, oltre che la sacra immagine della Madonna dell’Aiuto conservata in un locale adiacente la chiesa.