domenica, 21 Lug, 2019 Espresso napoletano

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Chiese di Napoli, la storia della chiesa di San Sebastiano

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Nel cortile dell’antico monastero di San Sebastiano, ai margini occidentali della Napoli medievale, nell’insula delimitata dal Decumano inferiore e da via San Sebastiano, fu edificata la chiesa di San Sebastiano, distrutta nel 1939. Il monastero fu tra i più importanti di Napoli, come ricordato da Galante:

Nel sec. VI era in questo luogo una possessione di un tal Romano, detta casa picca in viridario, nella quale fu nel Seicento edificato un monastero con un tempio dedicato a’ SS. Sebastiano, Ciriaco, Ermete, e Pancrazio, e ne fu primo Abate quell’Adeodato, a cui S. Gregorio Magno scrisse due lettere. Nell’anno medesimo della sua fondazione S. Gregorio vi aggregò i monaci Craterensi della riviera di Chiaia, che erano mal sicuri per le incursioni dei barbari, e gli altri del Falcidese a Pozzuoli, abbandonato quasi da loro; e nel sec. VII vi trasmigrarono quelli de’ SS. Nicandro e Marciano, per cedere l’antico loro cenobio alla B. Aglai, che vi si recò col corpo di S. Patrizia; al principio del sec. XI vi si trasferirono altresì dal Castello Lucullano i monaci dei SS. Sergio e Bacco; nel sec. XIV vi si recarono parte dei monaci di S. Pietro a castello, il cui cenobio fu ceduto alle monache domenicane da Bonifacio VIII, a richiesta di Maria moglie di Carlo II d’Anjou.

Dunque, dopo un periodo in cui perse di importanza con il diminuire dei monaci diventando commenda abadiale, nel 1427 il monastero ritornò a maggior decoro ospitando le suore domenicane del distrutto monastero di San Pietro a Castello e mutando il suo nome per ciò in Santi Sebastiano e Pietro. Nel Settecento la chiesa venne restaurata da fra Giuseppe Nuvolo in forma ellittica con cupola.

Nel 1807 le suore furono espulse e nel 1820 in chiesa vennero collocate le Camere del Parlamento e il monastero fu affidato al Conservatorio di Musica, che, nel 1828, fu spostato in San Pietro a Majella, e il monastero fu concesso ai Padri Gesuiti, i quali vi trasferirono le loro scuole.

Nel 1860, espulsi i Gesuiti, il monastero fu trasformato in Liceo Classico Municipale. Nel monastero di San Sebastiano si ritirarono alcune famose suore tra cui Teodora di Durazzo e Maria Carafa, fondatrice del monastero di Santa Maria della Sapienza.

Immagine copertina: disegno di Raffaele D’Ambra