domenica, 25 Ago, 2019 Espresso napoletano

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Chiese di Napoli, Santa Maria degli Angeli a Pizzofalcone

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Avanzando da piazza del Plebiscito verso via Gennaro Serra si giunge sull’altura di Pizzofalcone dove prospetta la chiesa di Santa Maria degli Angeli a Pizzofalcone, nell’omonima piazza.
Nel 1587 i Padri Teatini si trasferirono in un palazzo loro donato da Costanza del Carretto d’Oria, dopo la morte della quale, furono lasciati alla fabbrica del complesso di Santa Maria degli Angeli a Pizzofalcone diciannovemila ducati. Quindi, i Padri Teatini trasferitisi nella collina situata nei pressi del Palazzo Vicereale e di quelli di molte famiglie nobili napoletane e spagnole, nella regione soprastante i nuovi borghi di Chiaia e di Toledo, si affrettarono ad acquistare diversi edifici contigui per rendere più grande e manifesta la loro presenza sul luogo. Nel 1600 sotto la direzione del famoso architetto teatino padre Fracesco Grimaldi iniziarono i lavori per la nuova chiesa, come si legge nei documenti dell’Ordine.

L’architettura della chiesa fu completata nel 1610 e dal 1627 iniziarono le decorazioni.
Il progetto di Francesco Grimaldi fu approvato dalle autorità dell’Ordine dei Padri Teatini e dai più famosi architetti napoletani (tra cui Domenico Fontana) venendo ritenuto tra i più perfetti ma elaborati.

L’impianto dell’edificio, sebbene a tre navate, riprende la tipologia controriformistica essendo i bracci del transetto — diversamente che in S. Paolo maggiore — inclusi nel perimetro murario laterale, sì da risultare la croce latina iscritta in un rettangolo secondo una ­soluzione che il Grimaldi adotterà, un decennio più tardi, nella chiesa dei SS. Apostoli.

santa maria degli angeli

A Grimaldi i documenti dell’Ordine attribuiscono anche il monastero, che invece Celano attribuisce a Giovanni Guarini, il cui edificio rinnovato è oggi adibito a sede del Tribunale militare.

Nella chiesa di Santa Maria degli Angeli a Pizzofalcone sono conservati: gli affreschi (successivi al 1667) di Giovanni Battista Beinaschi raffiguranti la Vita della Madonna (nella navata centrale), il Paradiso (nella cupola), gli Evangelisti (nei peducci), tutti con chiari riferimenti ai soffitti sfondati di Giovanni Lanfranco; l‘Immacolata di Massimo Stanzione (nella seconda cappella a sinistra); San Gaetano di Luca Giordano (1622, nel coro); l’Annunziata che appare a Sant’Andrea d’Avellino di Paolo De Matteis (nella cappella a destra del presbiterio); e diversi dipinti di Giovan Berardino Azzolino.

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