domenica, 25 Ago, 2019 Espresso napoletano

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Chiese di Napoli, Sant’Aniello Maggiore a Caponapoli

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Le mura settentrionali della Napoli greco-romana iniziano ad Occidente dal largo Sant’Aniello a Caponapoli, il punto più alto dell’antica Neapolis, dove si trova la basilica di Sant’Aniello Maggiore a Caponapoli.

Si narra che nel VI secolo una devota donna di nome Giovanna fosse solita pregare la Vergine per chiedere la grazia di un figlio, e, ottenutola, le dedicasse la Cappella di Santa Maria Intercede. Il figlio che nacque sarebbe diventato abate del monastero di San Gaudioso e fondatore di un ospizio per infermi, e ancor di più santo protettore del Regno e settimo patrono della città di Napoli, che salvò dal pericolo dei Longobardi e dei Saraceni: Sant’Agnello.

sant'aniello

Alla sua morte fu sepolto nella cappella di Santa Maria Intercede, che fu unita nel 1517 alla nuova basilica di Sant’Agnello Maggiore. Nel 1809 il monastero fu soppresso, e nel 1914 la cura parrocchiale fu spostata alla chiesa di Santa Maria di Costantinopoli; quindi, con i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, gli scavi archeologici e lo stato di abbandono in cui versa da anni, la chie­sa di Sant’Aniello a Caponapoli ha perduto gran parte del suo valore artistico.

Delle opere realizzate ricordiamo di Francesco Solimena la Maddalena sull’altare maggiore, di Battistello Caracciolo la Vergine tra San Gennaro e San Biagio, della scuola di Massimo Stanzione la Purità, diFrancesco De Mura la Concezione, di Annibale Caccavello e GiovanDomenico D’Auria il bassorilievo della Vergine con le anime purganti.