venerdì, 20 Set, 2019 Espresso napoletano

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Cristiana Liguori e i risvolti sociali del teatro

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Intervista ad un’attrice che crede molto nel volontariato.

Ci racconti qualcosa del tuo esordio come attrice?

Una sera stavo ballando da sola al Trilogy, una discoteca di Napoli in voga nei primi anni ’80, e un ragazzo si avvicinò per invitarmi a lavorare con il suo gruppo di teatro, era Mario Martone e il gruppo era Falso Movimento. Avevo visto il loro bellissimo “Tango Glaciale” l’anno prima e avevo detto al mio accompagnatore che avrei voluto fare esattamente quel tipo di teatro. Sono magie che non mi riescono più! Per due anni ho lavorato con loro girando l’Italia, l’Europa e gli Stati Uniti. Poi ho continuato con Toni Servillo e il suo Teatro Studio di Caserta. Successivamente sono andata a Roma e lì ho girato una decina di film con grandi registi.

tango glaciale

Qual è un ruolo che hai trovato particolarmente interessante interpretare?

Sono stata particolarmente felice sul set del film di Francesco Patierno, “Pater Familias”, per la cura che aveva il regista per gli attori nel farli arrivare a una qualità intensa senza artifici.

Quanto è difficile oggi farsi strada nel mondo del teatro?

Cos’è il teatro? Io non mi sono mai fatta strada in nessun campo, non sono ambiziosa. Ma il teatro è inespugnabile, non si sa mai nulla, le rare volte che si viene a sapere di bandi, manca solo che ti chiedano di fare anche la regia, tanto è complessa la richiesta di passaggi. All’NTF chiedevano il video di un pezzo del testo da mettere in scena. Questo non è un paese per timidi.

Quando hai cominciato ad interessarti dei risvolti sociali del tuo lavoro?

Per caso, ammesso che il caso esista. Una mia cara amica lavorava in carcere e mi sono fatta invitare ad assistere alle sue prove con le detenute a Pozzuoli. È cambiata la mia vita, ho iniziato a lavorare come volontaria all’Istituto Penitenziario di Secondigliano, e poi con i progetti del Ministero della Giustizia, abbiamo continuato insieme ad altre amiche attrici per vari anni, fino a che il governo ha tagliato i fondi nel 2003. Quella in carcere è stata l’esperienza più bella della mia vita. Ho visto fiorire uno dopo l’altro anche uomini che avevano sbagliato tanto nella loro vita.

musical prigionieri

Ci parli della tua Associazione?

È nata nel 2010 e finora abbiamo organizzato laboratori teatrali, performance, ma anche corsi di alimentazione naturale.

Un progetto importante a cui stai lavorando?

Nei mesi scorsi siamo stati ospitati dal Comune di Napoli nella chiesa di San Severo al Pendino e dall’Ostello di Mergellina dove sto conducendo un laboratorio teatrale, a titolo gratuito, rivolto a persone che non hanno esperienze nel campo. Il mio progetto è formare un gruppo di lavoro stabile. Devo dire che sono molto contenta dei primi risultati che si stanno manifestando già nei primi mesi di attività. A marzo è stata effettuata una performance su frammenti di vita per strada. Quando sono in strada annoto parti dei discorsi tra le persone, oppure osservo i comportamenti della gente e durante il laboratorio inventiamo delle storie lavorando su questi input che provengono dalla strada, dalla vita della gente comune. Cosa c’è di più teatrale che fare una passeggiata nella nostra città?

ostello di mergellina