Cynthia Penna e l’arte come ponte tra Napoli e il mondo

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Ha girato il mondo, facendo dello “scambio” tra le culture il motore dell’arte contemporanea. Poi è tornata (continuando a tornare in quello che gli americani definirebbero un “backwards and forwards” tra un capo e l’altro del pianeta) nella sua Napoli. E a Napoli, sulla collina di Posillipo, ha fondato una “residenza per artisti stranieri”. Lei è Cynthia Penna, curatrice d’arte e anima di ART1307.

cynthia penna

Cos’è ART1307?
È un’Istituzione Culturale che ho fondato, dodici anni fa, insieme a mio marito, Renato Penna. Ad un certo punto della nostra vita, collezionare arte (prima classica, poi contemporanea) non ci bastava più: volevamo creare qualcosa di vivo, di attivo. Così è nata ART1307, interamente dedicata all’arte contemporanea. Si chiama così perché è un nome facile da tradurre nelle varie lingue e poi perché ha in sé un numero fortunato.

studio cynthia penna

Quali Paesi avete privilegiato nei vostri scambi?
Io e mio marito, alla fine di ogni viaggio, finivamo sempre a Los Angeles. Frequentando la città, abbiamo conosciuto il mondo degli artisti americani, una comunità molto aperta e accogliente. Los Angeles in questi ultimi vent’anni è diventata una mega fucina dell’arte contemporanea così come Berlino in Europa. Inoltre, la nostra scelta è stata dettata dal fatto che, dal punto di vista culturale, la costa ovest degli Stati Uniti è quasi del tutto sconosciuta in Europa. Collaborando con istituzioni culturali americane come la LA Artcore e la LAAA, abbiamo conosciuto artisti giapponesi: da lì, l’idea di realizzare uno scambio tra artisti napoletani e artisti giapponesi e la possibilità di esporre al Metropolitan Art Museum di Tokyo.

cynthia penna

Qual è la reazione degli artisti stranieri a Napoli?
Molti conoscevano la città solo per la sua cattiva pubblicità. Spesso mi hanno detto: “La tenete nascosta”. Alcuni di loro sono rimasti letteralmente sconvolti dalla sovrapposizione di culture che questa città contiene in sé. Non a caso, nello scorso mese di maggio abbiamo fatto una mostra intitolata “Continuum”, di Miguel Osuna, che indaga proprio questa “continuità storica” con cui il cittadino napoletano ha a che fare ogni giorno, come se fosse un fatto naturale.

studio cynthia penna

Come è nata la “Residenza per artisti”?
Grazie agli scambi culturali che abbiamo realizzato, io e mio marito abbiamo iniziato a capire che gli artisti stranieri venivano colpiti dalla città di Napoli in maniera straordinaria. Napoli è una città che dona tanto in termini emotivi, passionali, concettuali. Io ho girato tutto il mondo e posso dire che di città così tanto capaci di scuotere mente ed anima ce ne sono poche. Così, nel 2012 abbiamo istituito una “Residenza per artisti”, a Posillipo. Seleziono personalmente gli artisti che a mio parere abbiano la capacità di impattare positivamente con la città di Napoli e di reagire in termini produttivi. Gli artisti hanno quindi l’opportunità di alloggiare a Napoli per uno/due mesi e di chiudere la loro permanenza con una mostra nel nostro spazio espositivo: Villa Di Donato, antico casino di caccia dei Borbone. Negli ultimi undici anni sono passati per Napoli circa 40 artisti, con le rispettive famiglie. Alcuni di loro ritornano, per mantenere il contatto con la città e con le persone che hanno conosciuto qui.

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