venerdì, 20 Set, 2019 Espresso napoletano

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Delizie di ieri e di oggi per la Sagra delle Antiche Taverne

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Gli antichi sapori partenopei, quelli di una tradizione che affonda le radici nei secoli andati, ma che ancora oggi sentiamo profondamente nostra, e con la quale gustosamente ci dilettiamo, saranno protagonisti il 23, 24 e 25 aprile 2016 a Licola, nella Sagra delle Antiche Taverne. Suggestiva cornice della manifestazione il Parco archeologico dell’Istituto scolastico “Giovanni Falcone”, lungo l’antica via Domiziana.

i-campi

In una scenografia animata da oltre 300 figuranti in costume, tra musiche e danze tradizionali, sette taverne offriranno menù ispirati all’arte culinaria del Settecento, organizzati per temi e per alimenti. Ecco allora il richiamo al mare, immancabile in zona, e alla cucina delle famiglie dei pescatori, nella Taverna del Marenaro, dove verranno preparati la tradizionale zuppa di stocco e patate, la zuppa di cozze, l’impepata di cozze, e le meravigliose alici fritte, cibo semplice ed economico ma che delizia tutti i palati; come contorno, verdure alla brace.

alici

Seconda tappa la Taverna del Ragù, la pietanza che ieri come oggi non può mancare a Napoli nelle case dove si rispetta la tradizione; ecco per chi vorrà assaggiarli i “maccaruni” al ragù, i deliziosi cavatelli con ragù e ricotta, e poi la carne, braciole e polpette, naturalmente al ragù, accompagnate da un contorno di carciofi.

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Più varia l’offerta della Taverna dei Ciceri, incentrata essenzialmente sui legumi, ma non solo: pasta e cicerchie, pasta fagioli e cotiche, fagioli e scarole, spezzatino e bruschette.

fagioli

Decisamente appetitose le proposte della Taverna del Casaro: pasta e patate, orecchiette con friarielli, ricottine, mostarde, e dulcis in fundo i fagottini di treccia alla brace.

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E che dire della Taverna del Chianchiere, l’antico nome del macellaio? In questo stand saranno preparati polenta e salsicce, pasta alla genovese, salsicce e costolette alla brace, polpette, e, come è facile immaginare, il contorno sarà a base di friarielli.

Agrodolce

Più modesta, o almeno così potrebbe sembrare, ma ugualmente molto gustosa, l’offerta della Taverna dei Poverielli: pasta e cavolo, zuppa di fave, riso e verza…fin qui cibo sano e semplice…ma che dire della trippa con patate, dei fegatini fritti, delle patate alla brace? Sicuramente un’autentica goduria…

pasta e cavolo

Ultima tappa la Taverna della Fava, con le fave protagoniste assolute del menù: gnocchetti con fave, trofie al pesto di fave, cicoria e fave, formaggi alla brace con purea di fave, fave, pancetta e pecorino.

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Durante la sagra saranno allestiti anche stands per l’esposizione e la vendita di prodotti agroalimentari, con una vasta scelta disponibile. La via Domiziana sarà allietata, oltre che dai profumi della cucina, dai suoni di chitarre, tammorre, castagnelle e putipù, con danzatori e musicanti che si esibiranno in villanelle, tarantelle e tammorriate, nel rispetto della più autentica tradizione partenopea.

tammorre

E per restare nel solco della tradizione, non mancherà a ora di pranzo e di cena la classica posteggia, mentre i bambini potranno divertirsi con gli animali della Fattoria didattica organizzata dalla Masseria Pignata di Varcaturo, osservando oche, conigli, pecore e maiali e montando su pony e asinelli. La festa tradizionale si svolgerà presso l’Istituto “Giovanni Falcone”, in via Domiziana 150, con orari di apertura dalle 11 alle 16 e dalle 18 alle 23.