martedì, 25 Giu, 2019 Espresso napoletano

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Dialogo su Fontana del Tritone, la “fontana delle paparelle” che ora non c’è più

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Ci sono tante, troppe cose, che appartengono alla nostra città e finiscono nel dimenticatoio, nell’abbandono più totale. Ma in quegli stessi posti un giorno si è stati felici, un giorno c’era solo bellezza, un giorno mai ci si poteva aspettare di finire così. È quello che è successo alla Fontana Del Tritone che si trova a piazza Cavour davanti all’ingresso della metropolitana del Museo. Ho portato mio nipote a vederla perché voglio raccontargli una storia che arriva da lontano. La fontana è ampia ed al centro campeggia la statua del tritone solo che… non c’è acqua.

fontana del tritone

“Zio, e l’acqua?! Che razza di fontana è?”.
“Una volta c’era e c’erano anche le ochette… infatti le persone del quartiere la chiamano “la fontana delle paparelle”!”.
“Sarebbe bello se ci fossero ora…”.
“Pensa che quando mio nonno era giovane veniva a farsi il bagno qui. Lui e gli altri scugnizzi del quartiere… perché era così spontaneo… una cosa che oggi può sembrare indelicata, poco elegante, allora era solo una festa dei bambini, un gioco, una risata…
“Io non mi farei mai il bagno qui dentro… c’è solo sporcizia, anche la statua sembra invecchiata…”.
“Forse è così… anche la statua non ce la fa più… si sono troppo presi gioco di lei…”.

fontana del tritone

A guardarla, infatti, la statua è scolorita, manca di qualche pezzo. Sul letto della fontana piccoli rifiuti, acqua piovana che ristagna, bottiglie di plastica. Qualche senzatetto ha messo ad asciugare le sue coperte sulle ringhiere che delimitano la fontana. Fa tristezza sapere che un giorno qui i bambini si divertivano. E fa ancora più tristezza sapere che nell’anno del primo scudetto del Napoli, il 1987, il tritone è stato completamente dipinto d’azzurro. Credo che nessuno che sia veramente innamorato di Napoli o del Napoli farebbe questo alla sua città.

fontana del tritone

“Zio, perché non fanno qualcosa per ristrutturarla, rimetterci l’acqua dentro?”.
“Ci sono tante domande che in questa città purtroppo trovano poche risposte. L’unica cosa che hanno fatto è intitolare la fontana a Totò visto che ci troviamo vicino a casa sua”.
“Totò?! Quello a cui hanno rovinato così la casa… voi siete proprio sicuri che gli volete bene?”.
“Sì… noi gli vogliamo bene… credo che lui non ne voglia più tanto a noi…”.