domenica, 21 Lug, 2019 Espresso napoletano

Storie e bellezze di Napoli on line

Dialogo sulla Chiesa del Gesù Nuovo. Il mistero dei segni

0

L’imponenza degli edifici in molti posti di Napoli ti fa sentire parecchio piccolo. Davanti a tanta bellezza ti rendi conto che difficilmente puoi competere, ma in pochi posti ti senti davvero in miniatura, davvero impotente, davvero insignificante. Ciò accade decisamente a Piazza Del Gesù Nuovo. Già partendo dalla Basilica di Santa Chiara e poi arrivando alla Chiesa del Gesù Nuovo si avverte un senso di maestosità, ma poi si resta davvero inermi davanti al monumentale obelisco dell’Immacolata, una guglia in marmo alta 22 metri. Mio nipote corre per tutto lo spiazzale colto di sorpresa da tanto spazio libero, ma improvvisamente anche lui sente uno strano senso di inferiorità. Si avvicina subito alla facciata della chiesa.

“Zio, ma perché è tutto così a “punta”?”
Tutta la facciata è fatta a bugne a punte di diamante… fanno uno strano effetto, vero?

 “Sì… sembra tutto appuntito!”
Ma non è questo il mistero più grande di questa facciata. Vedi, ai lati di ogni bugna ci sono dei segni che non hanno un’interpretazione chiara. Si crede che, durante la costruzione della Chiesa, gli scultori, che lavoravano una pietra chiamata “Piperno”, avessero grandi conoscenze anche in arti esoteriche, magiche e che avessero segnato in questo modo le pietre per attirare energia positiva nel luogo!

“Hanno fatto bene, no?”
Insomma… si dice anche che purtroppo, o per malizia, qualche costruttore avesse disposto in maniera errata le pietre in modo da ottenere l’effetto esattamente posto attirando ogni sorta di negatività verso questo luogo: tipo incendi, crolli, confische…

“E tu ci credi?”
Mah… non c’è nulla di sicuro. Te l’ho detto: qui tutto può o non può essere. E poi è stata data anche un’altra interpretazione: pare che questi segni siano invece delle lettere aramaiche che rappresentano le note di uno spartito musicale che si legge da destra verso sinistra e dal basso verso l’alto. Il tutto andrebbe a comporre un concerto di quasi tre quarti d’ora! E lo sai come hanno chiamato questo improbabile concerto: Enigma!

“Beh, almeno il titolo l’hanno indovinato!”

Rido con lui e mi perdo ad osservare la facciata della Chiesa. Sono convinto che i simboli non siano un concerto musicale: non vedo l’utilità di trascrivere uno spartito su pietra. Secondo me c’è qualcosa di esoterico, di alchemico…

“Zio, però non possono essere segni di negatività… c’è anche la statua della madonnina lassù…”
Sì… anche in questo caso ci sarebbe da parlare…

Mio nipote già non mi ascolta più e guarda verso la statua dell’Immacolata in alto. Ci gira intorno fino a guardarla di spalle sul suo viso appare un’espressione mista tra incredulità e un po’ di paura. Mi guarda in cerca di risposte, so già quello che ha visto… ma credo che meriti di avere un racconto dedicato.