Domenico Mennillo e il suo esperimento artistico “lunGrabbe”

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Se un libro diventa teatro.

Nel 1999, Domenico Mennillo – assieme a Rosaria Castiglione – fonda lunGrabbe, esperimento artistico multidisciplinare che coinvolge teatro, arte, filosofia, musica e poesia. Alcune Architetture di Napoli. Il teatro di lunGrabbe nelle architetture napoletane 2003-2013 è un libro che vuole raccontare i dieci anni di un lavoro teatrale condotto su luoghi altri, distanti da consuetudini disciplinari: “Le dieci partiture degli happenings di lunGrabbe, raccolte nel libro in forma sciolta, ma numerate cronologicamente – ha scritto Raffaella Morra – descrivono con minuzia di particolari il tragitto esplorato nel decennio 2003-2013 in alcune Architetture di Napoli per l’edificazione poetica di questa città attraverso una pratica nomadica tra la memoria culturale europea […] ogni progetto è fatto di avvenimenti, passaggi d’informazione ed incontro di più anime che interagiscono”.

lungrabbe

Nel tempo del disincanto, della demitizzazione e dell’indiscrezione, dove pare non ci sia più spazio per innalzare alcun monumentum aere peremnius, lunGrabbe si fa testimone della conquista del tempo, spostandosi con agilità sulla superficie della storia, all’interno di un arcipelago appena tratteggiato, in cui avverte il bisogno di dire e di aprirsi al confronto con il pubblico, attraverso un prosimetro attento, legato a una dimensione emotiva, soggettiva, svincolata da stereotipi.

La sua lingua poetica “totale” si presenta come rappresentazione del mondo, mediazione fra l’individuo e la rappresentazione incondizionata. LunGrabbe è un teatro fatto di spunti, indicazioni, motivi dove i profili e i contesti sono capovolti mettendo in crisi le consuetudini: la ridefinizione dei luoghi architettonici scelti, diventa una cifra deontologica tesa a riaffermare le ragioni del comunicare. E così l’evento diventa spuma leggera e l’idea vagamente perturbante: “Mi piace pensare – precisa Mennillo – ad uno spazio fisico in cui immagini, suoni e architetture riescano a suscitare, per chi lo attraversa, un personale processo di vivificazione emotiva ed affettiva di intrecci immaginativi e interpretativi. Dove la poesia, liberata dalla monotonia e dall’asfissia contemporanea del supporto cartaceo, potesse spingerlo in percorsi inediti e destabilizzanti”.

Mennillo

Mennillo disegna una complessa topologia della modernità a cui accosta eventi e citazioni erudite, da La Monte Young a Lamont; da Beckett a Benjamin, da Baudelaire a Pasolini, e poi Deleuze, Bacon, Klein, Villa: una straordinaria avventura intellettuale per una mis en scéne in luoghi altri. In aristocratici palazzi a Caivano ad esempio; o a Napoli alla Vigna San Martino; o ancora alla Sala Assoli, o presso il Palazzo dello Spagnolo, o alla Certosa di San Lorenzo a Padula dove si determina una sottile osmosi tra luogo e immagine: Il teatro e l’architettura – precisa l’artista – sono le due forme per eccellenza dell’autorappresentazione che l’uomo europeo fa di sé stesso, sono le due forme più visibili e quelle più ostentate dall’uomo in quel processo d’individuazione ed esclusione che ha caratterizzato (e in parte caratterizza tutt’oggi) la storia dell’uomo europeo dalla modernità alla contemporaneità. E’ un intreccio, che trasforma il teatro in un linguaggio “politico”, impegnato a sperimentare inedite strategie per abitare diversamente il paesaggio”. Il libro testimonia come lunGrabbe abbia saputo scegliere un alfabeto fatto non solo di letteratura, ma anche di fotografia, film, elzeviri, annotazioni, lettere e di musica. Sperimentando una metodologia basata sull’ intreccio tra linguaggi, ha elaborato un inventario che rivela il bisogno di frantumare ogni omogeneità, disarticolando il mosaico del visibile in tanti fotogrammi. “Il teatro non può essere considerato come una prigione” – conclude Mennillo – “e il presente non è un’immagine immobile ma uno scrigno da perlustrare”: un testo complesso che, per segmenti, si vuole ricondurre dentro il presente. LunGrabbe è un’avventura che si dispone su diversi piani interpretativi, in bilico fra presa e smarrimento, rispetto e ribellione, appropriazione e abbandono. In occasione della pubblicazione del libro, venerdì 16 maggio, alle ore 19,30, il Museo Hermann Nitsch di Giuseppe Morra, ospiterà un inedito e raffinato evento nei luoghi spettacolari della Capriata (appunti, film e video di lunGrabbe) e sulla Terrazza dei Poeti (musica live su partiture musicali di Nino Bruno, voce e chitarra; Marco Di Palo, basso elettico; Massimiliano Sacchi, clarinetti e sax).

Museo Hermann Nitsch

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