Don Cafè: a Napoli nasce il caffè Itinerante

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Che Napoli sia piena di menti geniali non lo scopriamo solo ora. Ma cosa succede se un giovane imprenditore riesce a coniugare lo spirito d’iniziativa proprio delle nuove generazioni con la tradizione napoletana?

Possono succedere tante belle cose, tante belle iniziative e tanti bei progetti, che se supportati, regalano la speranza di una realizzazione professionale che non è più un miraggio, ma un’opportunità del tutto tangibile.

Nasce così Don Cafè, il primo caffè itinerante a Napoli e probabilmente in Italia.

Don Cafè: la storia

L’idea è nata dalla mente di Giuseppe Schisano, un ragazzo di venticinque anni dei Quartieri Spagnoli che, grazie al sostegno dell’associazione ImparareFare, che da anni supporta i giovani imprenditori napoletani per inserirli al meglio nel contesto lavorativo, è riuscito a realizzare uno dei progetti più originali degli ultimi tempi: Don Cafè.

don cafè

Don Cafè: come funziona

Immaginate una bicicletta con pedalata assistita su cui è montato un piano d’acciaio. Su questo piano è installato un fornello a gas (ovviamente omologato) su cui poter preparare il caffè con i “metodi di una volta”, tanto cari ai napoletani, ovvero utilizzando la cùccuma.  Se avete voglia di una colazione più completa, a “supporto” del caffè, vi verrà servita anche la classica sfogliatella napoletana.

don cafè

Il progetto è il risultato di un lungo percorso, fatto di sacrifici e duro lavoro:

risale al 2016 quando Giuseppe presentò l’idea all’associazione IF-ImparareFare.

Non sono mancanti momenti di sconforto, di lunghe pratiche burocratiche ed economiche.

Ma la determinazione del ragazzo, unita al supporto dell’associazione, hanno fatto in modo che il progetto andasse in porto e, risolte le ultime pratiche amministrative, Giuseppe potrà realizzare un duplice sogno: quello di diventare imprenditore di se stesso e quello di far rivivere una tradizione storica napoletana.

Marco Rossi-Doria, il presidente di IF –ImparareFare ha dichiarato:

Sosteniamo coloro che lavorano onestamente in condizioni drammatiche e che hanno il sogno di aprire un’attività propria, da soli o con i loro amici. Penso da tempo che queste persone siano una risorsa straordinaria per Napoli e per l’Italia perché possono portare a innovazioni vere, perché sono agenti di potenziale sviluppo locale nelle aree più difficili della nostra lunga crisi, perché vogliono aiutare se stessi e crescere come persone. Giuseppe è la testimonianza che tutto questo è possibile”.

Per saperne di più

 

 

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