mercoledì, 20 Nov, 2019 Espresso napoletano

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È dolce “’o Cappiello ’e San Gennaro”

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I Napoletani a San Gennaro, il santo patrono, si sa, ci tengono molto. E anche i pasticcieri ultimamente si sbizzarriscono nella creazione di golosità legate al suo nome, torte e biscotti ad esempio, mescolando ingredienti nuovi o ritrovando antiche ricette. Un’idea molto carina è quella che è venuta a Marco Infante, che nello scorso luglio si è classificato secondo al pastry contest “San Gennà – Un dolce per San Gennaro”, con “’O cappiello ’e San Gennaro”, un dolcino che riproduce proprio il cappello del santo, ossia la mitra, il copricapo che lui portava in quanto vescovo di Benevento.

Il dolce unisce sapientemente gli elementi tipici della pasticceria partenopea, infatti l’involucro è di pasta frolla, mentre il ripieno è formato da babà sbriciolati inzuppati al limoncello, crema pasticciera, amarene e confettura di albicocche del Vesuvio. I vari elementi sono stati scelti anche investendoli di un significato simbolico, legato alla storia del patrono: il babà rappresenta il suo tesoro – ricchissimo, nato in secoli di offerte e donazioni anche di nobili e regnanti -; la crema è l’oro della sua veste; le amarene raffigurano con il loro colore rosso vivo il cuore e soprattutto il sangue, quello del martirio del santo, che tre volte all’anno prodigiosamente si scioglie; le albicocche sono rappresentazione della “faccia gialla”, che è il nomignolo con il quale San Gennaro è invocato dai fedeli quando “non si decide” a “fare il miracolo”, considerato di buon auspicio per la città tutta.

Il dolce, realizzato con prodotti IGP e DOP campani, e definito dal suo creatore “Miracolo del gusto” – giocando sul concetto di bontà e sul prodigio di San Gennaro – è stato messo in vendita dal 19 settembre, festa del patrono, nei negozi Leopoldo e Casa Infante. Inizialmente doveva essere prodotto per un periodo di tempo limitato, ma il successo che ha avuto tra i Napoletani e i turisti ha spinto Marco Infante a decidere di lasciarlo in vendita per tutto l’anno. Oggi quindi “’O Cappiello ’e San Gennaro” può essere assaggiato e gustato nelle pasticcerie citate, per una golosa immersione nella tradizione dolciaria campana rinnovata da un’idea sicuramente innovativa.

 

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