Fiori di limoni: chiacchierata in Paradiso con il poeta Enzo Tafuri

Commenta

Circa un’ora di treno metropolitano regionale, tanto dista da casa la personale idea di Eden in Terra. Dalla stazione ferroviaria di Vietri raggiungo piazza Matteotti dalla quale godo del principio della Costiera più decantata al mondo. Attendo, e nell’attesa alla caffetteria chiedo un espresso ed un cornetto alla crema di limoni, manco chiesta di proposito. Il poeta Enzo Tafuri mi raggiunge a bordo del proprio scooter. Durante i giorni precedenti ci siamo organizzati: vuole mostrarmi il proprio personale paradiso, ognuno ha una propria idea al riguardo. Ebbene, Tafuri è originario di Albori, frazione di Vietri, un paio di chilometri oltre Raito.

enzo tafuri

Passeggiando per i vicoli del minuscolo borgo, mi porta all’ingresso della chiesa parrocchiale presso la quale tutt’intorno si irradia l’energia della piazzetta, fulcro della vita della comunità. Tafuri mi racconta dei tempi passati, di quando quella piazzetta era il centro di un micro e particolarissimo cosmo. È il momento giusto per discorrere della sua vita da imprenditore edile, della passione per la poesia e della sua ultima raccolta pubblicata “Fiori di limoni – Amalfi e i suoi dintorni” (Graus Edizioni) contenente nelle pagine dispari la traduzione spagnola. Dunque, abbiamo anche e soprattutto parlato di “Flores de limones – Amalfi y susalrededores”. Mi ospita in casa sua. Da una finestra che guarda al Tirreno e poi all’infinito iniziamo a chiacchierare.

enzo tafuri

Classe 1941, Tafuri è una personalità poliedrica che diviso tra l’attività di tecnico e la propria più grande passione non ha mai soppresso la propria propensione al parlare gentile: “Da ragazzi, nel dopoguerra l’unico punto di contatto con il mondo esterno era per noi rappresentato dalla piazzetta della chiesa. Con l’estate arrivavano le lucciole e oggi rammento nelle espressioni di allora parole diverse. Mi prendevano in giro. Io invece provavo emozioni, intravedendo qualcosa di bello”. Nel testo ultimo, la geografia dei luoghi raccontati attraverso i versi è contestuale alle emozioni provate e mai sopite rispetto allo scorrere degli anni. Ci si domanda se Tafuri promuova quella Costiera appartenente alle carte geografiche della propria anima.

La poesia omonima, contenuta all’interno della raccolta, condensa quelle che inizialmente sono le suggestioni del giornalista. È lo stesso autore a propormela: “Colori variopinti,/ balzano riflessi ali di farfalle./ Spegne la valle/ il mare che riflette il pozzo della luce./ Fiori di limoni,/ pergole gialle,/ guardano il cielo di Falerzio oltre l’infinito. Stupore di quiete,/ nell’incanto dell’animo.” Quel monte Falerzio mi è poi mostrato da una delle panoramiche vetrate. La promozione del territorio dell’animo prosegue intanto all’estero, con la traduzione delle poesie in lingua spagnola ad opera dei traduttori Patricia Martelli Castaldi e Paolo Tomasi. In merito alla decisione della traduzione, si sofferma il poeta: “La professoressa Patricia Martelli Castaldi ha voluto fortemente questa traduzione, il cui lavoro ci ha impegnato tra gli otto ed i nove mesi”. 

enzo tafuri

La raccolta è introdotta dalla presentazione della stessa Patricia Martelli Castaldi e si arricchisce nel “prólogo” e nell’ “epílogo”dei contributi degli intellettuali spagnolo Alfredo Conde e uruguaiano Milton Fornaro. Raccontando il testo attraverso il testo, chiedo al poeta di leggermi “Quanno mammà me chiammava”, struggente memoria di Tafuri fanciullo. “Purtroppo non reggo questa poesia nella lettura”. Nella presentazione Patricia Martelli Castaldi riporta: “Scrivo sul poeta Enzo Tafuri, perché lo conosco, sin da quando mia sorella ed io eravamo piccole, avevamo 5 o 6 anni, lui era il corteggiatore della nostra bellissima e nobilissima signorina inglese che si occupava di giornalismo e amava l’Italia. (…) Forse Enzo era già un poeta allora”.

enzo tafuri

Concludendo, chiedo al poeta di leggere in versi la propria definizione di “Poesia”: “Compagna di vita/ è sempre con te/ universo di voci/ armonia di cuori/ stempera l’angoscia/ smorza il gelo della solitudine/ rischiara il buio della vita. Spiritualità, fremiti di gioia,/ appagamento”.
Con la pubblicazione i riconoscimenti non hanno tardato: lo scorso 27 aprile, tra le mura dell’Auditorium Ente Cassa di Risparmio di Firenze, al poeta Tafuri sono stati assegnati il Primo Premio in Memoria di Ettore Malosso nella Sezione “Poesia Edita” e il Primo Premio ex- aequo Giglio Blu di Firenze 2019 nella Sezione “Poesia Inedita”. Sabato 4 maggio è la volta di Cortona, per il Premio“Molteplici Visioni d’Amorie – Cortona Città del Mondo” nella sezione “Poesia Edita”.