domenica, 25 Ago, 2019 Espresso napoletano

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Giffoni, Mahmood parla ai ragazzi di successo e paura

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Lo abbiamo visto trionfare, incredulo, sul palco del Sanremo 2019 con una canzone che racconta la sua storia più vera, abbiamo fatto il tifo per lui quando ha rappresentato l’Italia nel contest internazionale dell’Eurovision. Oggi Alessandro Mahmoud, in arte Mahmood, è in giro tra live ed esperienze musicali che sognava (lavorandoci duramente per anni) ma che “non si aspettava”.

Lo scorso 27 luglio, Mahmood − indossando una t-shirt targata MSGM con su stampata un’adorabile foto di lui da piccolo − è arrivato alla cittadella del Giffoni Film Festival, ed ha incontrato i ragazzi della Masterclass musicale, che lo hanno accolto con una versione polifonica di “Soldi”. Quella che ne è scaturita, grazie anche alla conduzione di Andrea Laffranchi, è stata una conversazione autentica, che ha toccato temi come il successo, la paura, l’ispirazione.

mahmood
ph. rockol.it

Alla domanda su quanto la sua vita sia cambiata dopo il successo ottenuto negli ultimi mesi, Mahmood risponde: “Gestire tutto questo non è facile, ci vuole tempo. È davvero difficile capire, imparare a gestire quello che mi sta succedendo. Questo cambiamento non è sempre bellissimo, travolge te e le persone intorno a te, soprattutto le più care. Finisci per aver paura, per chiederti se davvero sia questo quello che volevi. La settimana dopo Sanremo la gente citofonava continuamente a casa di mia mamma, se accendevo la tv vedevo sempre la sua faccia, e questa cosa mi metteva una grande ansia addosso. Anche la famiglia, gli amici ora si fanno tantissimi problemi che prima non si ponevano: hanno paura di chiedere cose già chieste da altri, di stressare inutilmente; questo timore è chiaro nei loro occhi ed è inutile cercare di rassicurarli: anche loro hanno bisogno di tempo”.

Sempre in tema di cambiamento, la domanda successiva riguarda il processo di scrittura delle canzoni: “Cambia il mezzo (di trasporto) ma non il metodo – risponde Alessandro − prima scrivevo sull’autobus, ora in aereo: registro tutto sul telefono, ma non ho l’abitudine di salvare in cloud… se mi rubano il telefono, perdo il disco!”. Mahmood è autore non solo per sé, ma anche per altri (tra i quali, ad esempio, Marco Mengoni): “Quando scrivo per gli altri mi sento molto più libero rispetto a quando scrivo per me. La cosa più importante è raccontare qualcosa di vero, e che la canzone piaccia prima di tutto a te stesso”.

mahmood

A quel punto, quando una dei masterclassers gli fa una domanda più specifica sul metodo di scrittura, Mahmood risponde che prima registrava una o due frasi di testo quando gli venivano in mente e poi le recuperava e ci faceva su il pezzo. Ultimamente invece ha scritto una melodia su un bit che gli avevano mandato. Non ha potuto dire di più, ma ha rivelato che il pezzo che sta per uscire racconta di come non sia l’abito a fare il monaco.

L’incontro si conclude con la domanda da parte dei ragazzi “Hai paura di sparire?”, alla quale Alessandro risponde che è normale averne, rifare il picco di Soldi è impossibile, ma a lui basterebbe riuscire a fare musica tutta la vita e poter vivere di quello.