mercoledì, 18 Set, 2019 Espresso napoletano

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Giornata nazionale del paesaggio

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La prima Giornata nazionale del paesaggio è una iniziativa del Ministero per i beni e le attività culturali e del turismo, intesa a promuovere la cultura del paesaggio e sensibilizzare i cittadini riguardo i temi e i valori della salvaguardia dei territori.

Il Polo museale della Campani aderisce alla manifestazione proponendo ai visitatori dieci incontri di approfondimenti, dedicati alle opere delle collezioni che raffigurano paesaggi.
Partecipano: Certosa e Museo di San Martino – Palazzo Reale- C astel Sant’Elmo- Museo archeologico di Teano- Museo Archeologico di Alife- Certosa di San Lorenzo, Padula- Museo Archeologico di Sarno- Museo Archeologico di Pontecagnano- Museo archeologico dell’antica Capua- Museo storico Archeologico di Nola.

Ecco alcuni degli appuntamenti previsti nel  vasto e ricco calendario realizzato per l’occasione:

Certosa e Museo di San Martino, Il Paesaggio collinare di Napoli: due vedute ottocentesche del Museo di San Martino(14 marzo, ore 16.30)

Nel Refettorio della Certosa di San Martino, l’architetto Massimo Visone- Dipartimento di Architettura dell’Università Federico II di Napoli, terrà una conferenza sul “Paesaggio collinare di Napoli”. Partendo da un dipinto di Vervloet, La collina del Vomero e Villa Lucia, del 1846, sarà possibile ripercorrere la fortuna iconografica e paesaggistica di cui ha goduto la città, grazie all’amenità del sito e alla vocazione panoramica. Due piccole, ma importanti, tele offrono l’occasione per ripercorrere ed approfondire la storia di una parte del paesaggio collinare di Napoli, con il suo sviluppo tardo ottocentesco, la nascita dei parchi residenziali fino agli scempi edilizi del secondo dopoguerra.

Un sistema di giardini, ville e tenute agricole che trova un felice riscontro nelle memorie di viaggiatori e nelle raffigurazioni di artisti che hanno fatto di Napoli una capitale del vedutismo europeo.

Le tele raffigurano rispettivamente La veduta di Villa Lucia, bozzetto di uno dei due dipinti sulla Villa Floridiana commissionati dallo zar Nicola I di Russia al pittore belga Franz Vervoloet e La Floridiana e Villa Lucia dalla villa di Laura Terracina, di un ignoto artista che, a metà del secolo XIX, sigla la tela con il monogramma L.G. , proveniente dalla prestigiosa collezione Alisio.

Il muraglione di contenimento della Villa Floridiana domina la collina in entrambi i dipinti, ripresa da due punti di vista diversi: dalla Riviera di Chiaia, nella tela del pittore belga che in piazzetta Ascensione aveva il suo studio e, più a ponente, dall’attuale via Pontano, nei pressi della dimora cinquecentesca della poetessa Laura Terracina, nel dipinto siglato. In quest’ultimo la vista spazia fino allo Scudillo, facendo scorgere anche la bianca Certosa di San Martino.

Napoli, Palazzo Reale, Sorrento e Ischia nella poetica di Smargiassi” (14 marzo 2017, ore 11.30)

Il Palazzo Reale di Napoli partecipa all’iniziativa dando evidenza speciale, con una illustrazione guidata, a due pregevoli dipinti della sua collezione: il Paesaggio di Sorrento con pastori e armenti e il Paesaggio con vendemmia all’isola d’Ischia.

Due opere eseguite, rispettivamente nel 1837 e nel 1845, dal grande paesaggista Gabriele Smargiassi (Vasto 1798–Napoli 1882), allievo di Giuseppe Cammarano e Anton Sminck Pitloo e insegnante di “Paesaggio” all’Accademia di Belle Arti di Napoli.Le tele, tra le più rappresentative della produzione dell’artista, sono state recentemente recuperate dai depositi ed esposte nel nuovo allestimento della Sala XVI, dopo i lavori di restauro che hanno interessato l’Appartamento Storico.

 

 Castel Sant’Elmo ,Un gioco di sguardi. Dal Castello si racconta la città (14 marzo , dalle ore 10.30)

Gli studenti del liceo linguistico dell’Istituto Virgilio di Pozzuoli, nell’ambito del progetto di alternanza scuola-lavoro, accompagneranno i visitatori in una esperienza conoscitiva incentrata sulle vicende storiche della città e dei suoi principali monumenti a partire da Castel Sant’Elmo, visibile da più punti della città, che per la sua posizione in cima alla collina del Vomero offre un punto di vista privilegiato sul territorio circostante. Dai camminamenti e dagli spalti del Castello, i ragazzi racconteranno il paesaggio urbano di Napoli, ripercorrendo attraverso itinerari visivi i suoi principali momenti storici e le sue trasformazioni nel tempo fino alla configurazione del suo aspetto attuale.

Museo archeologico di Teano, Paesaggi del sacro: antichi santuari sidicini (14 marzo, dalle 10 alle 13)

Il Museo archeologico di Teanum Sidicinum organizza visite guidate alle sue collezioni per illustrare le modalità con cui gli antichi Sidicini consolidarono la loro identità di popolo italico anche attraverso la costruzione di un peculiare paesaggio del sacro.

Il territorio di Teanum Sidicinum, uno dei principali centri della Campania antica, si estendeva alle pendici del vulcano di Roccamonfina (l’antico Mons Mefineus), in una zona collinare fertile e ricca di corsi d’acqua.

Dal Roccamonfina scendeva la placida corrente del fiume Savone (il piger Savo lo chiama il poeta latino Stazio) e lungo il suo corso si collocavano i principali abitati e luoghi di culto del popolo dei Sidicini.

Su un’altura non lontana dalla rocca di Teano, in località Loreto, si trovava il santuario destinato a diventare il più importante centro religioso della città antica. Da esso provengono, oltre a numerose terrecotte deposte dai fedeli in atto di devozione (ex voto), splendidi bronzetti raffiguranti figure femminili e l’eroe Ercole, che si collocano tra il 400 e il 200 a.C. circa. Vi sono inoltre le statue di culto in terracotta del V secolo a.C. che ornavano il tempio di Popluna, la principale divinità sidicina, dea materna e guerriera.

I santuari erano anche punti di riferimento politico ed economico della comunità sidicina, come dimostrano gli oggetti preziosi e le monete provenienti dal santuario di località Soppegna, fondo Ruozzo, che occupava la sommità piana di un’altura dove già alla fine del VI secolo a.C. fu costruito un tempio dalle poderose pareti in blocchi di tufo. Visite guidate ogni ora

Museo Archeologico di Alife, Geometrie urbane: divisione dello spazio nell’antica Alife (14 marzo, dalle 10 alle 13)

Il Museo archeologico dell’antica Allifa organizza visite guidate alle sue collezioni per illustrare gli aspetti peculiari attraverso cui gli antichi romani strutturavano lo spazio urbano e la vita di una colonia. L’attuale città di Alife conserva gran parte dello schema urbanistico dell’Allifae romana. La pianta della città, un grande rettangolo (m. 540×405) ad angoli stondati, è orientata da nord-ovest a sud-est; le vie interne sono organizzate ortogonalmente su due assi principali (cardo e decumano) e vanno a delimitare isolati della larghezza costante di 50 metri. Tuttora conservati sono lunghi tratti delle mura di cinta in opera incerta in calcare, fino a circa m. 7 di altezza, datate all’epoca della colonia triumvirale (42 a.C.), poi sottoposte a restauri in età angioina.

La linea delle mura è irrobustita da torri a struttura piena, circolari e quadrangolari, alternate; altre torri, a pianta esagonale, sono disposte ai quattro angoli del rettangolo. Oltre alle quattro porte principali, posizionate al centro dei lati del perimetro urbano, attraverso le quali passavano i prolungamenti esterni degli assi principali della città, vi erano alcune postierle che fungevano da accessi di emergenza.

Certosa di San Lorenzo, Padula, Paesaggio di Confine (14 marzo 2017, ore 10.30)

I visitatori della Certosa di San Lorenzo potranno effettuare un viaggio immaginario attraverso i paesaggi raffigurati nel Chiostro della Foresteria Nobile, nella Loggia del Quarto del Priore e negli stalli dello splendido coro cinquecentesco presente nella Chiesa, nel coro dei Padri, realizzati a tarsia. Questa antica tecnica viene riproposta da Pietro Capogrosso nei due pannelli dal titolo Nella misura in cui realizzati nel 2004 per la cella n. 5, in occasione della rassegna triennale di arte contemporanea “Le Opere e i Giorni”. L’artista in tale opera ha inteso celebrare la sua terra di origine, la Puglia, quale “terra di frontiera, paesaggio di confine, diviso da un orizzonte costante…”

Con la collaborazione di DNA MARATEACONTEMPORANEA, anche gli alunni del Liceo scientifico “Carlo Pisacane” di Padula, accompagnati dagli artisti Mimmo Longobardi e Raffaele Iannone parteciperanno attivamente alla Giornata Nazionale del Paesaggio, cimentandosi nella esposizione dei lavori realizzati da Capogrosso per la Certosa. Per l’occasione sarà anche letta e distribuita copia degli appunti relativi alla salvaguardia del patrimonio culturale redatti dallo scrittore Giorgio Bassani, che nel 1974 presentò un interessante documentario sulla Certosa di Padula.

 

Museo Archeologico di Sarno, Paesaggi marini e fluviali. Arte e miti a Palazzo Capua, 14 marzo, ore 11.00

Nella splendida dimora patrizia settecentesca, sede del Museo Archeologico della Valle dl Sarno, i visitatori, al termine di una breve presentazione sui tesori conservati nel Museo, saranno guidati alla scoperta degli scorci e dei paesaggi suggestivi che decorano le sale del piano nobile e potranno ammirare alcuni eccezionali reperti rinvenuti nella Valle del Sarno, solitamente custoditi nei depositi, allestiti in esposizione temporanea, che rimandano al paesaggio e al mito collegati col territorio di appartenenza. 

 

Museo storico Archeologico di Nola, La Bellezza Visibile del Paesaggio (14 marzo, ore 16)

In occasione della Giornata nazionale del paesaggio, Il Museo storico archeologico di Nola presenta la mostra La Bellezza Visibile del Paesaggio, trentacinque opere di Lello Gaudiosi che narrano il viaggio dell’artista nei paesaggi della Lucania. Definito pittore-ambientalista, Gaudiosi riscopre l’ intatta bellezza e l’ equilibrio possibile tra l’uomo e la natura.

La mostra sarà visitabile fino al 31 marzo