Giovanni Imparato, lo sciamano napoletano

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La tradizione musicale napoletana si fonde con gli esotici ritmi cubani. È questo il progetto che porta avanti Giovanni Imparato, classe 1961, enigmatico autore contemporaneo, napoletano di nascita, amante della cultura cubana. Dopo aver frequentato il Conservatorio napoletano, desideroso di confrontarsi con culture a lui estranee, decide di approfondire il suo studio a Cuba, specializzandosi in ritmi afro-cubani. La sua carriera è segnata da molti spettacoli e, in particolare, da collaborazioni con artisti stranieri e italiani (come Riccardo Cocciante e Ray Charles).

giovanni imparato

Il maestro Imparato abbina l’apprendimento tecnico-musicale con la propria ricerca esistenziale: lo si può facilmente notare assistendo a una delle sue performance, nelle quali si lascia coinvolgere dalla musica in una profonda ricerca interiore e meditazione. Giovanni Imparato crede nella funzione guaritrice della musica, nata come vincolo spirituale, quindi vista come mezzo riequilibrante dell’animo. La sua musica e i suoi insegnamenti hanno lo scopo di aiutare gli alunni a ritrovare l’essenza artistica innata in ognuno, a riconoscere e coltivare il proprio mezzo espressivo e ad assecondare la propria inclinazione artistica attraverso il libero sfogo dell’improvvisazione.

giovanni imparato

Chi assiste alle sue lezioni, quindi, entra a far parte di un esperimento: creare un grande corpo musicale mettendo in sintonia gli animi di tutti gli alunni. La sua fama, specialmente a Cuba, è dovuta alla sua partecipazione a un lavoro di ricerca spirituale dal punto di vista sciamanico, nel quale occupa un ruolo fondamentale il rapporto tra il tamburo e il concetto sciamanico e maieutico della musica.

giovanni imparato

Gli strumenti con i quali Imparato porta avanti la sua passione sono due: la sua voce e le percussioni. Queste ultime sono fondamentali nella musica napoletana, tuttavia l’autore utilizza per le proprie composizioni percussioni della tradizione locale cubana, portando alla fusione di due diverse culture. Alcuni degli strumenti da lui adoperati sono il cajòn, la clave e i bonghi. Nonostante, però, il forte legame con la musica cubana, rimane in lui l’appartenenza alla città di Napoli. Molti album da lui incisi sono infatti dedicati alla sua città natale. Fra questi si ricordi, ad esempio, “Napoli. Punto e a capo”, nel quale l’esotico ritmo cubano accompagna testi napoletani tradizionali.

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