Grande attesa per la seconda parte di Pomigliano Jazz

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È iniziato il conto alla rovescia per la seconda parte di questa suggestiva XXIII edizione di Pomigliano Jazz. Un connubio perfetto di musica internazionale, rivalutazione del territorio, mostre, workshop, spettacoli e enogastronomia per un programma fitto di appuntamenti itinerante tra i comuni del vesuviano e dell’alto nolano. Una storia culturale e musicale che ha radici molto profonde e che negli anni si è man mano consolidata andando ben oltre l’ originaria dimensione performativa di un festival.

pomigliano jazz

Sono nate infatti una Fondazione e un’etichetta discografica. Un’edizione, questa del 2018, frutto dell’idea, della passione e del coraggio di Onofrio Piccolo, che ha magnificamente suddiviso le sue performance nell’arco di due mesi, tra settembre ed ottobre con ospiti del calibro di Louis Sclavis compositore francese, Baustelle, Tony Esposito con al piano Antonio Faraò, Maria Pia De Vito, Daniele Sepe, Giancarlo Giannini con Marco Zurzolo quartet, Andrea Motis, cantante e trombettista spagnola e in chiusura per il gran finale lunedì 29 ottobre Aziza quartet all star, band che comprende Dave Holland, Chris Potter, Eric Harland e Lionel Loueke, quattro nomi di indiscusso valore del jazz mondiale.

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Intanto le tendenze musicali cambiano mutando spesso anche il proprio target di riferimento in termini non solo qualitativi ma numerici: “Pomigliano Jazz – racconta Onofrio Piccolo – in queste due decadi ha contribuito alla crescita culturale, sociale ed economica del territorio coinvolgendo circa 700.000 spettatori, molti dei quali alla prima esperienza con il jazz e più di 5.000 tra artisti, operatori del settore e musicisti. Dall’esperienza del festival, inoltre, sono nate la Fondazione Pomigliano Jazz e un’etichetta discografica, Itinera, il cui catalogo comprende già diverse produzioni di pregio.

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Quest’anno, inoltre, il festival si sdoppia a settembre e ottobre ed oltre ai concerti, alle guide all’ascolto ai laboratori ed agli spettacoli per bambini, alle performance artistiche ed agli itinerari turistici ed enogastronomici, ci sarà la mostra “ e Macchina della Musica-storie di Jazz in Campania, che sarà l’occasione per lanciare il progetto del Centro di documentazione del jazz in Campania, presso il Museo della Memoria di Pomigliano d’Arco. La mostra, dedicata alla musica afroamericana, alle macchie del suono e alla storia del festival nato nel 1996, sarà allestita negli spazi del Palazzo dell’Orologio. Sarà inoltre l’occasione per presentare i seminari di guida all’ascolto, i laboratori per bambini, presentazioni di cd e libri, dj set e varie performance artistiche”.

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Sono stati coinvolti direttamente dal mondo del jazz e non solo Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Spagna, Brasile e Benin per l’ideazione di una nuova formula artistica e culturale, capace di coniugare musica e territorio. Tale formula, dopo il suo primo gong d’inizio nel mese corrente, proseguirà il suo viaggio nell’arco di tutto il prossimo mese di ottobre: “Pomigliano Jazz è un festival attuale e coraggioso che del jazz riflette l’indole e la profonda matrice popolare”.

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