domenica, 13 Ott, 2019 Espresso napoletano

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Grande successo per Il Mare di Napoli al Trianon

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Una platea in sold out al Teatro Trianon Viviani, nonostante in televisione trasmettessero la partita di Europa League Arsenal-Napoli. Quattrocento persone si sono ritrovate al fianco dell’Associazione Arti e Mestieri, creata dall’editore Rosario Bianco e dal magistrato Catello Maresca, con l’obiettivo di valorizzare l’impegno e l’entusiasmo dei giovani, che vogliono imparare un mestiere – e che attraverso il lavoro conquistano la loro libertà – e a esaltare la Napoli positiva e i suoi valori.

Il pubblico ha assistito allo show “Il mare di Napoli”, con la partecipazione straordinaria di Gigi e Ross, che hanno presenttato “Nel posto sbagliato al momento sbagliato”, drammatizzazione della storia di Luigi Sequino e Paolo Castaldi, due giovani uccisi per errore dalla camorra circa 20 anni fa, perché scambiati per i guardaspalle di un boss.

Lo spettacolo, alternando testi in prosa in ricordo delle vittime bianche di camorra e momenti musicali, ha portato in palcoscenico Sergio Carlino, Raffaela Carotenuto, Gregorio Del Prete con i giovani Chiara Di Girolamo e Ciro Salatino – già visti all’opera nel marzo 2018 al Teatro Politeama in “Via Crucis Opera Musical”, altro spettacolo prodotto dall’associazione -, Lucia Dinacci, Marco Francini ed Emilia Zamuner, che presenteranno un repertorio di canzoni napoletane, con un affascinante viaggio nella tradizione partenopea, accompagnati dalle musiche di Zack Alderman alla fisarmonica, Bruno Tescione alla chitarra, Lorenzo Natale al piano e Emiliano De Luca al contrabbasso.

Particolarmente toccante anche il monologo dell’attore Cristiano Di Maio, intitolato “Tempo sprecato (il coraggio del quotidiano)”, dedicato a Maurizio Estate. Nel 1993 il giovanissimo Maurizio, di appena 17 anni, inseguì i delinquenti che cercavano di scippare un orologio a un cliente dell’autolavaggio di suo padre. Dopo poche ore, il ragazzo pagò con la vita la sua ‘ribellione’ alla legge della camorra, colpito al petto da sicari in vespa. Maurizio era giovane ma aveva già sviluppato un profondo senso civico; morì perché non aveva voluto girarsi dall’altra parte, ma era intervenuto in prima persona.