venerdì, 20 Set, 2019 Espresso napoletano

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Il ciclo di incontri Rogiosi a NapoliCittàLibro

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Napoli Città Libro, il Salone del Libro e dell’Editoria giunge alla sua seconda edizione, e aprirà i portoni di Castel Sant’Elmo, dal 4 al 7 aprile, sul meraviglioso mondo dei libri e non solo.  Promossa dall’Associazione Liber@Arte, in collaborazione con il Centro per il libro e la lettura e il Polo Museale della Campania, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, e con il patrocinio di AIE – Associazione Italiana Editori, NapoliCittàLibro ha scelto quest’anno il tema “Approdi. La cultura è un porto sicuro”: un riferimento all’attualità e alla riaffermazione della cultura come àncora ben salda per la comprensione del presente e riparo dalle tempeste della disinformazione e dai moderni canti di Sirena. I numeri di questa edizione sono davvero importanti: 115 espositori in rappresentanza di 160 sigle editoriali da tutta Italia e 120 appuntamenti che coinvolgono 350 ospiti. Tra loro: Pippo Baudo, Marco Buticchi, Ruggero Cappuccio, Gianrico Carofiglio, Maurizio Cucchi, Rita Dalla Chiesa, Giancarlo De Cataldo, Raffaele La Capria, Jhumpa Lahiri, Luisa Ranieri, Davide Rondoni, Sandra Savaglio, Michele Serra, Andrea Tarabbia, Licia Troisi, Ilaria Tuti, Ester Viola

I libri Rogiosi

In calendario, la casa editrice Rogiosi, porta sei delle sue più recenti pubblicazioni. 

Ad aprire il calendario “Rogiosi”, Tuio di Judicael Ouango. Un lavoro editoriale dedicato al grande, pungente e sofferto tema dell’immigrazione. Qui si ritrova la diversità come punto di partenza parlando dell’Uomo, nella sua singolarità e unicità; la diversità come punto di partenza di una nuova società. È l’obiettivo e la speranza del protagonista di “Tuio”, uomo maledetto in cerca del paradiso, pellegrino obbligato, viaggiatore infaticabile che, nel suo lungo percorso dal Burkina Faso in Italia, pone continuamente e con disarmante semplicità quesiti e problematiche che riguardano tutti noi in modo individuale. La dignità dell’Uomo, la povertà, la fame, la solidarietà, sono descritti con un utilizzo di parole sorprendente e scioccante, parole che con garbo e ilarità pongono spunti di riflessione sulla società e sulle coscienze di ciascuno, ambendo a un mondo unico, percorribile senza visto.

Nella stessa giornata, sarà presentato al pubblico del Salone, “La maledizione dell’acciaio”, scritto da Oreste Ciccariello, da un’idea di Gigi e Ross, presenti all’evento. Il lavoro editoriale è impreziosito dalla prefazione del magistrato Catello Maresca. Un volume dedicato a una delle pagine più belle, rivoluzionarie e dolorose della storia di Napoli: Bagnoli e l’Italsider. Quel quartiere straordinario che negli anni ’30 era meta ambita del turismo d’élite e che oggi, dopo tanti plastici mostrati e mai diventati esecutivi, è sovrastato dalla presenza ingombrante e sterminata dell’Italsider. Qualche ciminiera saltata verso la fine degli anni ’90 era parsa preludio di una rinascita concreta. Il mostro d’acciaio è ancora là. Portatore di morte e deturpatore di un panorama e di un quartiere, di cui si continua ad auspicare la meritata rinascita e la dovuta bonifica. 

Toccherà, poi, a “Generazione Zero” di Giuseppe Celentano, drammaturgo, regista e attore napoletano, che affronta il delicato tema del bullismo. Protagonista del romanzo è Mario Marino, un giovane diciassettenne che frequenta il liceo scientifico Galileo Galilei. Studente modello, un po’ nerd, si ritrova suo malgrado a essere oggetto delle prese in giro di Luca Caruso, il classico bullo irrecuperabile. La vita di Mario Marino è già abbastanza complicata: i genitori separati, il padre assente e la ragazza dei suoi sogni, Fabiana, che non sembra accorgersi che lui esista. Il tutto raggiunge l’apice negativo quando un video in cui Luca si prende gioco di Mario in discoteca, costringendolo quasi a denudarsi, viene diffuso su internet. Dopo quest’ultimo sgarbo, Mario sparisce nel nulla. Il magistrato, la dottoressa De Vincentis, e l’ispettore Cataldi si occupano del caso. Verranno fuori segreti inimmaginabili, rapporti complicati e non mancheranno i colpi di scena in una triste vicenda così terribilmente comune di questi tempi.

Ci sarò anche “Il Processo a Pinocchio”, un progetto voluto per riflettere con i bambini e gli adolescenti sull’attuazione del diritto allo studio, al gioco, al lavoro; sul senso e sul valore delle loro Libertà, sul coinvolgimento delle Istituzioni nella loro crescita personale e su quali siano le responsabilità degli adulti a cui è affidata la cura dei loro Diritti. Un progetto realizzato con l’intento di far vivere a bambini e adolescenti un’avventura che possa stimolare una riflessione anche sull’essere e il dover essere nelle comunità di vita e di valori a cui appartengono, sui riflessi delle loro azioni nella famiglia, nella scuola, nelle associazioni, sulle vite e sul pensiero degli altri con i quali si relazionano, sulla propria vita e sulla propria coscienza. Al centro della narrazione del Processo c’è il viaggio che ogni essere umano compie verso l’età adulta, ma soprattutto c’è la difficoltà di un bambino ad essere bambino tra le mille difficoltà che la nostra società pone ai più piccoli.

Memorie, ricordi e retroscena di un investigatore privato, Antonino Restino, fondatore e titolare della AZ Investigation di Napoli, che nella sua lunga carriera ha conosciuto, incrociato, e ovviamente spiato, i protagonisti di un’epoca della storia partenopea e nazionale, ma soprattutto il re di Napoli, Diego Armando Maradona, per conto della sua stessa società calcistica e tenendo a bada il suo “conflitto d’interessi” come tifoso del grande calciatore argentino.
Costruito per flash-back e rimandi, è un racconto agile e divertente, pieno di aneddoti e di incontri simpatici o drammatici, da Massimo Ranieri a Lucky Luciano, da Pupella Maggio a Claudia Koll, ai boss della camorra (e tanti altri); un viaggio attraverso i luoghi-simbolo della città, dal Pallonetto, luogo di origine dell’umile famiglia Restino, venditori di uova e pollame, a via Santa Lucia dove Antonino, dopo aver fatto l’attore, il cantante e il presentatore, apre il suo primo ufficio investigativo nello stesso stabile dello studio Canaria, da cui passano artisti come Perez Prado, Renato Zero, Pino Daniele, Roberto Murolo, Nicola Arigliano, Edoardo Bennato, Nino D’Angelo, Ruben Calzado.

Il ciclo di appuntamenti Rogiosi chiude con la presentazione in anteprima assoluta di “Era proprio necessario” scritto a quattro mani dai giornalisti Diego Paura e Anna Stromillo. Un antico casale in Toscana e una tata che se ne prende cura. Una compagnia teatrale alle prese con le prove di uno spettacolo. Una tre giorni condita da amicizia e convivialità, musica, amori improvvisi e narrazioni spontanee. Insieme, uniti ma diversi, i protagonisti dialogano con se stessi alla ricerca dei propri sogni trasformando, a tratti, la grande cucina del casale in un inconsueto e personale setting terapeutico, complici ingredienti tradizionali e vecchie ricette. Nodi interiori e verità nascoste si sciolgono come fa il cioccolato a bagnomaria, restituendo ad ognuno l’autenticità della propria esistenza. Intanto una notizia indesiderata sembra capovolgere il destino della messa in scena ma, come nelle favole, in una notte di mezza estate tutto è possibile!