Il Club del libro napoletano

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Storia della naturale evoluzione del Piccolo club del Libro secondiglianese

La stragrande maggioranza dei fatti e misfatti è nata o starà per nascere perché la notte non è facile prendere sonno. Tutto ebbe inizio più o meno in questa maniera: attraverso un messaggio insonne. “Vincè, ma se facessimo un club del libro?” La risposta evidentemente, seppure assonnata, sarà stata più o meno affermativa. Altrimenti, staremmo a parlare di confabulazioni notturne e non di un progetto che già dalle prime ore di quel mattino, successivo a quella proposta da tarda notte, portava con sé uno spirito di rivalsa, di riscossa. Ci troviamo all’interno di uno stabile in piazza Luigi Nocera, nel pieno centro storico del quartiere Secondigliano, lì dove all’incirca un anno fa nasceva il Piccolo Club del Libro secondiglianese. “Non un lungomare, né un locale alla moda. Semplicemente qualche sedia di plastica, un biscotto all’amarena, una torta caprese, e un libro”. Queste sono state le riflessioni di Francesco Amoruso, tra i promotori prima del Piccolo e poi del neonato Napoli Book Club, dal blog omonimo, lo scorso 25 marzo. Viene dunque da chiedersi cosa sia il Napoli Book Club e quali siano le anime che sostengono l’attività culturale del gruppo.

“Il Napoli Book Club è l’evoluzione di ciò che portiamo avanti da un bel po’ con il Piccolo Club del Libro secondiglianese” esordisce Vincenzo Strino, presidente dell’associazione Larsec – Laboratorio di Riscossa secondiglianese -, che ha lavorato alla realizzazione della piattaforma dei libri. “Decidiamo ogni mese quali saranno le nostre prossime letture, che a cadenza settimanale in gruppo discuteremo” prosegue. “Partecipano agli incontri anche persone che magari quel libro non l’hanno letto ma vogliono ugualmente considerare l’ipotesi di leggerlo in futuro”. Vincenzo racconta la nascita dell’associazione e le sue naturali evoluzioni. “Siamo nati all’incirca due anni e mezzo fa, per volontà di un gruppo di ragazzi del quartiere. Già dal nome dell’associazione abbiamo sin da subito cercato di dare un forte segnale. Parlammo di riscossa culturale. Avanzammo ipotesi sulla possibilità di creare un club del libro secondiglianese”. Il Napoli Book Club è oggi una vera e propria piattaforma culturale, virtuale e reale, che si rivolge agli abitanti del quartiere. Navigando tra le pagine del blog gli utenti potranno recensire le opere degli autori emergenti o indipendenti.

Al di là delle finestre oltre il monitor, nella sede del club si terranno le presentazioni delle opere letterarie di autori legati per tematiche trattate e radici al territorio. “Comunque nelle attività non saremo legati alla nostra sede. Cercheremo di muoverci per il quartiere e per la città, per far conoscere il club del libro”. La vocazione identitaria è forte. I ragazzi sono alle prese con l’allestimento di una biblioteca i cui titoli si muovono entro contorni assai specifici. Echeggeranno allora i motivi d’autore a proposito di una questione meridionale irrisolta. Vincenzo conclude soffermandosi sui giovani che animano l’associazione ed il club: “Siamo per lo più tutti ragazzi con non più di trent’anni anni d’età, laureandi o laureati. Penso a Davide Somma, un genietto di diciannove anni che cura i canali virtuali del club”.

 

 

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