Il giudice Carlo Alemi fa luce sul caso Cirillo, il libro

Commenta

Trentasette anni fa una persona fu sequestrata nel garage di casa dalle Brigate Rosse. Quella persona si chiamava Ciro Cirillo ed era uno degli uomini politici più addentro ai meccanismi del potere: assessore regionale ai Lavori Pubblici della Regione Campania, ex presidente della Regione, uomo di fiducia di Gava e da poco presidente della Commissione incaricata di gestire gli appalti del post-terremoto dell’80.

brigate rosse

Ciro Cirillo fu liberato dopo 89 giorni di prigionia, grazie al pagamento di un riscatto (un miliardo e 450 milioni di lire), e portato a casa, dove fu vano il tentativo di interrogatorio da parte del pubblico ministero – causa stato di semincoscienza ascrivibile a shock – salvo poi un colloquio personale con gli esponenti di spicco della Democrazia Cristiana.

cirillo

La vicenda risultò da subito avvolta nel mistero. I familiari, la Democrazia Cristiana, la Camorra, lo Stato: chi fu a muovere le fila della liberazione di Cirillo e in che misura? Quella che Giorgio Napolitano ha definito “una delle pagine più nere dell’esercizio del potere nell’Italia democratica” è diventata un libro, ad opera di uno dei suoi protagonisti: Carlo Alemi, il magistrato incaricato del caso in qualità di giudice istruttore.

alemi

Fatti di cronaca nera, crimini mafiosi, ipotesi investigative, tentativi di depistaggi da parte di organi dello Stato, sparizioni di documenti, misteri irrisolti, testimonianze scottanti, raggiri politici, Servizi deviati sono gli elementi che si intrecciano ne “Il caso Cirillo. La trattativa Stato-BR-Camorra. Fermate quel giudice” di Carlo Alemi (Tullio Pironti editore), che sarà presentato martedì 26 giugno 2018, ore 17:00, presso l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici Palazzo Serra di Cassano (via Monte di Dio, n. 14), Napoli. A discuterne con l’autore, Gigi di Fiore, Franco Roberti e Isaia Sales.

Tag:, , , , , , , , , , ,