domenica, 17 Nov, 2019 Espresso napoletano

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Il Museo Navale Mario Maresca di Meta: custode di oggetti rari e documenti di notevole importanza

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Meta, vicolo 1° Santo Stefano: una casa settecentesca sita nel centro antico, avvolta da un’aura di sobria eleganza, ospita il Museo Navale Mario Maresca, dimora avita della omonima famiglia metese; un museo dedicato alla storia della marineria della penisola sorrentina che, sebbene piccolo, custodisce oggetti rari e documenti di notevole importanza, a testimonianza dell’era della navigazione a vela. Quantunque discendesse da una famiglia di armatori e capitani, Mario Maresca, il fondatore del museo, fu il primo a non esercitare un’attività legata al mare, e forse ciò ha influito sulla nascita di questa importante raccolta, una sorta di omaggio alle origini della propria famiglia, che ha determinato nel tempo la crescita di un museo unico nel suo genere. Già varcando la soglia del palazzo Maresca si viene accolti da un’atmosfera d’altri tempi. Un androne accogliente e fresco, classico delle case gentilizie metesi, è naturalmente pervaso da un delicato profumo di agrumi che funge da cornice ad un quadro tutto mediterraneo.

modello navale

Il palazzo, che fu acquistato dagli antenati dell’attuale proprietario nella seconda metà del Settecento, conserva integro l’impianto strutturale originario, costituito da archi e volte in tufo grigio, caratteristico della penisola, con pavimenti maiolicati e ambienti arredati da mobili d’epoca. Massimo Maresca, figlio di Mario, ci accoglie con la sua naturale eleganza nei panni del perfetto anfitrione e fa da guida attraverso il palazzo. Ecco che stiamo per varcare una soglia non solo virtuale che ci farà ritornare indietro nel tempo, facendoci calare in un’atmosfera conradiana: la collezione è composta da quattro sezioni, ognuna d’esse di notevole importanza. La prima sezione, dedicata all’Arte Navale, raccoglie i modelli e i disegni navali; la seconda conserva oggetti di Arte Marinara, fra cui ornamenti e dipinti di antichi velieri. La terza sezione, molto affascinante contempla utensili e strumenti nautici dal passato glorioso: spesso ognuno d’essi è stato d’ausilio alla navigazione di coraggiosi Comandanti per doppiare tempestosi Capo Horn… ultima sezione, la quarta, è un pozzo di storia e di storie: moltissime fotografie e documenti, a testimonianza di un’epoca che vide la penisola sorrentina all’apice del commercio marittimo italiano.

A tal proposito l’Associazione di Studi, Ricerche e documentazione sulla Marineria della Penisola Sorrentina ha edito per i tipi di Nicola Longobardi Editore il catalogo del Museo, a titolo “Il Museo Navale Mario Maresca di Meta”, interessante quanto ben composto lavoro. Oltre ai modelli navali “di cantiere”, nel museo è presente un gruppo di modelli molto interessanti, commissionati nel 1960 da Mario Maresca a un maestro d’ascia metese, Giovanni Esposito, il quale era stato carpentiere di bordo sugli ultimi velieri oceanici. Questi modelli furono realizzati seguendo i piani di costruzione originali del 1800 appartenenti alla collezione del museo stesso e costituiscono una insostituibile documentazione sulla storia e sull’armamento navale, nonché sull’attività della cantieristica navale esistente nella penisola sorrentina a cavallo degli anni Cinquanta dell’Ottocento e il primo conflitto mondiale.

strumenti

Le piccole spiagge di Marina di Alimuri, Equa e Cassano hanno ospitato cantieri di costruzione dove importanti bastimenti hanno preso il mare per solcare gli oceani, varati su angusti arenili e strette battigie per divenire glorie del mare. Da un documento stampato in occasione della Esposizione universale di Parigi del 1867 riguardo all’attività cantieristica possiamo rilevare che il cantiere di Alimuri, il più antico, copriva una superficie di 8928 mq, operava su otto scali e vi lavoravano 240 operai, mentre il cantiere sito a Marina di Cassano era attivo su 3850 mq, possedeva sei scali e v’erano impegnati circa 120 operai. Il cantiere di Marina di Equa, il più piccolo, era di 962 mq, aveva due scali e 40 operai, senza contare i lavori collegati, il cosiddetto indotto, non meno importante, fra cui si annovera la cosiddetta “maestria di mare”, cioè i marinai addetti all’assemblaggio delle numerose “manovre” che consentono appunto di manovrare le vele, le ali bianche, il motore dei grandi velieri.

Molto interessante è un manoscritto del costruttore navale Aniello Castellano, uno dei più attivi della penisola che operava nel cantiere sito alla Marina di Cassano a Piano di Sorrento. Di grande maestria, Castellano fu il più importante tra i costruttori navali sorrentini, non solo per numero di navi costruite, ma anche per la sua abilità applicata all’Arte Navale. In questo manoscritto vi sono annotati i dati relativa a ben 53 navi da lui costruite tra 1851 e 1877, con i nomi degli armatori committenti. L’aura che gravita al museo Mario Maresca è particolarmente suggestiva, poiché qui la storia della marineria ben si fonde con un ambiente accogliente e denso di sfumature e sensazioni d’altri tempi; tra i vari dipinti che si possono ammirare alle pareti, spiccano alcuni pregevoli acquerelli di Eduardo de Martino, valente pittore marinista che operò a cavallo tra ‘800 e ‘900, al punto che la sua bravura valse il conferimento del titolo di “pittore di marina di Sua Maestà la Regina d’Inghilterra”, ovvero “Marine Painter in Ordinary to the Queen”. Raccontare in poche righe i tesori custoditi tra queste mura è pressoché impossibile, anche perché le sensazioni scaturenti dai luoghi e dalle cose in essi racchiusi vanno “sentite” recandosi di persona: sì, è un invito alla visita, e non resterete delusi!

modello nave

Dopo aver ammirato le rarità conservate al Museo Maresca nasce quasi spontaneo il rammarico di non aver vissuto in quell’epoca, quando eleganti legni solcavano le onde verso orizzonti infiniti con il solo ausilio del vento, con le bianche vele gonfie… a chiusa di questo articolo cito un aforisma di Honoré de Balzac che ben si sposa a questo assunto: Al mondo esistono tre cose di bellezza perfetta: una bella donna che danza, un purosangue in libertà e un buon veliero a vele spiegate.