giovedì, 19 Set, 2019 Espresso napoletano

Storie e bellezze di Napoli on line

“Il paese di cuccagna” di Matilde Serao in scena al Teatro San Ferdinando

0

Dal 28 febbraio al 10 marzo va in scena al Teatro San Ferdinando la versione teatrale firmata da Paolo Coletta del romanzo di Matilde Serao “Il paese di cuccagna”.

Lo spettacolo è interpretato da una numerosa compagnia di attori affiancati per le musiche eseguite dal vivo dagli Ondanueve String Quartet. Recitano Michelangelo Dalisi, Gennaro Di Colandrea, Carlo Di Maio, Ivana Maione, Alfonso Postiglione, Antonella Romano, Federica Sandrini, Eduardo Scarpetta (a teatro dopo il successo riscosso nella serie Tv evento L’amica geniale, nel ruolo di Pasquale il meccanico), Antonella Stefanucci, Anna Rita Vitolo (anche lei reduce della bella interpretazione del ruolo della mamma della giovane Elena ne L’amica geniale).

Con loro, in scena, i musicisti Luca Bagagli, Andrea Esposito, Marco Pescosolido, Luigi Tufano. Le scene sono di Luigi Ferrigno; i costumi di Zaira De Vincentiis.

Uscito prima a puntate sul quotidiano “Il Mattino” e quindi in volume nel 1891, “Il paese di cuccagna” è un grande affresco del capoluogo campano, immortalato alla fine dell’’800, con cui Matilde Serao continua e completa il percorso iniziato con “Il ventre di Napoli” e “Terno secco”. Al centro dell’opera c’è Napoli, la sua gente e il gioco del Lotto. Il gioco come valvola di sfogo quotidiana e possibilità di riscatto, ma anche causa della rovina materiale e morale dell’individuo, deriva dei sogni di facile arricchimento.

Il paese di cuccagna è, nell’immaginario collettivo, l’Eden, la terra del benessere che tutti vorrebbero in un sol colpo raggiungere. Partendo dalla chiara denuncia dell’autrice nei confronti dello Stato, terminale di fatto esclusivo del gioco d’azzardo, lo spettacolo spinge all’estreme conseguenze tale responsabilità, incarnando nella figura del giovane tenitore di banco lotto Crescenzo, il dispositivo involontario della rovina.

Paolo Coletta ha lavorato all’adattamento per la scena sviluppando un testo in una forma di teatro con forti componenti musicali e con il contributo di parti cantate o a ‘tempo’, sovrapponendo e ricomponendo le principali figure del romanzo in un’inedita opera buffa contemporanea.