venerdì, 28 Feb, 2020 Espresso napoletano

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“Il Quarto Vuoto”, a Galleria Toledo va in scena il contemporaneo nel segno di Peter Brook

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Nella ricca offerta del panorama dei teatri napoletani, il prossimo weekend c’è un appuntamento degno di nota per gli amanti del teatro contemporaneo. Dal 31 gennaio al 2 febbraio, Galleria Toledo, storico teatro stabile d’innovazione partenopeo, ospita l’attore e regista Mamadou Dioume, storico artista della compagnia di Peter Brook con “Il Quarto Vuoto”.

galleria toledo

Il lavoro, prodotto da Teatro Hamlet con la regia di Gina Merulla, vede in scena, oltre Dioume, Sabrina Biagioli, Massimo Secondi, Fabrizio Facchini e Andrea Lavagnino. “Il Quarto Vuoto”, nome attribuito al Rub’ al-Khali, è il secondo deserto di sabbia  più grande del mondo, che ricopre un quarto della Penisola Arabica. Discostandosi dalla forma di spettacolo canonico, la performance è una sorta di viaggio metaforico dentro se stessi che si sviluppa attraverso partiture fisiche su musica o silenzio, accompagnante da una voce narrante e i corpi cangianti degli attori. Questa rotta verso il “quarto vuoto” è una scoperta del sé che oltrepassa i confini della consapevolezza razionale: la parola lascia il posto al movimento ibrido dei corpi degli attori impegnati in una ricerca di azioni e movimenti primordiali.

galleria toledo

Per gli appassionati e studiosi, è da segnare inoltre l’appuntamento di venerdì 31 gennaio: la prima dello spettacolo sarà preceduta dall’incontro “Peter Brook et moi” (ore 18, presso la Galleria Toledo) in cui Mamadou Dioume racconterà al pubblico la sua esperienza nel teatro di ricerca e la collaborazione con il regista britannico, maestro assoluto della scena teatrale. L’incontro sarà condotto da Annamaria Sapienza, docente in Discipline dello Spettacolo dell’Università degli Studi di Salerno.

galleria toledo

Maggiori info: https://galleriatoledo.info/

Francesca Saturnino è nata a Napoli nel 1987. Critica teatrale, insegnante e giornalista. Collabora con riviste e giornali nazionali e locali. La sua passione, tra le altre, è scovare storie, mestieri e personaggi di una Napoli antica e desueta e raccontarli per mantenerne viva la memoria.