mercoledì, 11 Dic, 2019 Espresso napoletano

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Il rapper napoletano Luchè arriva in libreria con “Il giorno dopo”

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Un’odissea autobiografica in 17 capitoli con retroscena intimi e artistici. Il giorno dopo è il libro con cui il rapper napoletano Luchè, Luca Imprudente, racconta la sua vita, privata e artistica, senza filtri. Così com’è e così com’è stata. Un minitour di presentazione in quattro tappe con le ultime due oggi, ore 17 Mondadori Bookstore Andria, Corso Cavour 132; e domani. ore 18, Donus Ars Centro di Culture, in via Santa Chiara, a Napoli.

È dal 19 novembre nelle librerie Il giorno dopo, primo libro del rapper Luchè [Luca Imprudente], che in 17 capitoli [219 pagine che includono uno straripante apparato fotografico tratto dal suo archivio personale cui si aggiungono ritratti realizzati da Gaetano De Angelis: a documentare un excursus che trasla la narrazione da quando l’artista era minorenne fino agli ultimi mesi] raccoglie confessioni, segreti intimi, preziose informazioni creative e retroscena autobiografici.

Luchè è spietato, nella stesura della storia. Lui che è simbolo del cosiddetto rap sentito.

Gli intestini del volume non fanno sconti a nessuno. Anzitutto a se stesso. “Magari potessi controllare il mio umore con un telecomando – scrive a pagina 74, nel capitolo Essere sensibilici ho provato per anni con il litio che aiutava a stabilizzarmi. È stato utile nei momenti di grandissima confusione depressione, ma solo durante il giorno. La notte non avevo scampo e diventavo preda dei miei pensieri assassini (…) Credo che la depressione sia frutto della mia profonda sensibilità. Senza peccare di arroganza, non credo di aver mai conosciuto una persona sensibile quanto me, anche se nessuno lo darebbe mai a vedere. Molte persone, leggendo queste pagine, scopriranno un lato di me che non emerge, se non di notte quando sono chiuso da solo fra quattro mura”.

Luchè, via via, rivela quando confidò alla madre “Ma’, io ho un sogno: voglio fare il cantante”. Spiega meticolosamente e con emozione reale la fine del duo rap Cosang, che ha lasciato in eredità alle antologie hip hop italiane un paio di album: Chi more pe’ mme [che contiene Int’ ‘o rione, il loro primo pezzo in assoluto plasmato da un campione della colonna sonora del film Il favoloso mondo di Amélie composta da Yann Tiersen]e Vita bona.

Di più: dice pure perché il terzo album del duo, già registrato, non sia mai più stato pubblicato.