giovedì, 14 Nov, 2019 Espresso napoletano

Storie e bellezze di Napoli on line

Il ventre di Napoli, allo Stabile una trilogia su Matilde Serao

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Napoli è forse una delle città più raccontate al mondo: non solo ora, da sempre. Sarà, oltre che per la sua infinita bellezza, per tutte le contraddizioni che questo “universo- mondo” – per dirla alla Enzo
Moscato – contiene. Da Boccaccio a Goethe a Curzio Malaparte a Anna Maria Ortese, l’elenco potrebbe continuare all’infinito: molti, nei secoli, hanno scritto di Napoli, venendo da fuori o guardandola dal suo interno, dalle sue porose cavità.

locandina matilde serao e il ventre di napoli

Per questo è interessante il progetto del Teatro Stabile che, in continuità con gli anni precedenti, continua a dedicare lo spazio del Ridotto ad autori su Napoli. Questa volta è il turno di un’illustre scrittrice che di questa città ha raccontato altitudini e sprofondamenti, senza filtri ma con molto attaccamento emotivo. Di carattere deciso fin da giovanissima, quando, da aitante giornalista, si trasferì a Roma portandosi Napoli nel cuore, tanto da mancarle come un “male”, di cui parla in diverse lettere ad amici.

matilde serao

Ed è da questo “mal di Napoli” scaturisce nel 1884 il suo capolavoro giornalistico, Il ventre di Napoli, nato dalla raccolta degli articoli scritti sul Capitan Fracassa in occasione di della violentissima epidemia di colera che colpì la città. Sulla scia di Jessie White Mario e Mastriani, la Serao dipinge dei bozzetti vividissimi tra giornalismo d’inchiesta e sentimento forte, radicato, nei confronti di una realtà e di un popolo cui la scrittrice era troppo legata a doppio giro per non sentirsi direttamente coinvolta nelle vicende che narrava.

matilde serao

Ne viene fuori una carrellata di racconti godibilissimi, dolorosi ed eclatanti in cui dal generale ci si avvicina al particolare di volti, umori, voci e stili di vita del popolo partenopeo e delle sue abitudini, dei suoi riti, delle sue fissazioni. Dal gioco del Lotto, al culto di San Gennaro, all’usura, su uno sfondo di miseria infinita e irrazionale ostinazione, la Serao entra dentro i caratteri del “popolino”, con un misto di attrazione e indignazione e un attaccamento che, forse, solo chi è nato e cresciuto in questa città può comprendere.

spettacolo matilde serao

Da gennaio a marzo nello spazio del Ridotto del Teatro Stabile, tre registi si faranno carico di restituire questi e altri spunti, anche attraverso l’uso di video e audio della Napoli di oggi, in un corto circuito di narrazioni che si contaminano sulla scena. La prima parte della trilogia è una sorta di prologo scritto ad hoc da Maricla Boggio, affidata alla regia Fortunato Calvino; la seconda a Fausto Nicolini e la terza a Alberto Massarese. Nei panni della giornalista, l’attrice Chiara Baffi che solo nella prima parte è affiancata da altri attori, quali Emanuele D’Errico, Dario Rea, mentre sarà in soliloquio – accompagnata da musiche dal vivo e inserti video – nel resto della Trilogia.

spettacolo matilde serao

Le musiche dal vivo sono di Federico Odling e le scene e costumi a cura degli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Napoli. Un’occasione, questa, per avvicinarsi o approfondire una delle pagine più vive della letteratura su Napoli e la scrittura irresistibile di una grande bozzettista, unica donna – va ricordato, questo – tra tanti uomini che affollavano giornali e riviste dell’epoca. Una visione – e prima di tutto una lettura – più che consigliata in questo periodo in cui le narrazioni contemporanee su Napoli si moltiplicano e si confondono. A volte, la cosa migliore, per fare un po’ d’ordine, è andare a ritroso.

Francesca Saturnino è nata a Napoli nel 1987. Critica teatrale, insegnante e giornalista. Collabora con riviste e giornali nazionali e locali. La sua passione, tra le altre, è scovare storie, mestieri e personaggi di una Napoli antica e desueta e raccontarli per mantenerne viva la memoria.