venerdì, 22 Nov, 2019 Espresso napoletano

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“Incanti narrati”, la rassegna di teatro, musica e libri al Teatro Instabile

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Dalla collaborazione tra la Talentum production di Gianni Sallustro e il T.i.n. nasce la rassegna “Incanti Narrati”, dal 21 dicembre al 19 gennaio al T.i.n. “Ho pensato – dice Gianni Sallustro, direttore artistico dell’Accademia Vesuviana del Teatro e Cinema – di creare, con la collaborazione di Roberta D’Agostino, una breve rassegna di spettacoli ed eventi da realizzare al Tin, luogo dalle mille suggestioni. Saremo infatti, come Accademia Vesuviana del Teatro e Cinema, da quest’anno attivi all’interno del Teatro Instabile di Napoli sito in vico Fico Purgatorio ad Arco in maniera continuativa con spettacoli, stage e tanto altro ancora”.

La rassegna, ad ingresso gratuito fino ad esaurimento posti, prende il via il 21 dicembre alle 18.00 con la doppia presentazione dei libri editi da “Il quaderno Edizioni”: “Il peso delle parole” di Gemma Tisci e “Ti presento Francesco” di Leonardo De Lorenzo. Con l’autrice Gemma Tisci intervengono Stefania Spisto (presidente casa editrice “Il Quaderno edizioni”) e Paola Laudadio (editrice). Gli interventi musicali sono a cura di Pierpaolo Russo, Giulio Pipelnino, Elisabetta Vilni. Gli interventi recitati sono a cura di Gianni Sallustro con Armando Abagnale, Fortuna Annunziata, Antonio Boccia, Anna Carrabs, Conny Cozzolino, Antonio Pio Del Vecchio, Giovanni Dello Iacono, Helena Fabbrocini, Giuseppe Ferraro, Chiara Iervolino, Luca Prisco, Camilla Sarnino, Sonia Tagliaferro.

Leonardo De Lorenzo racconterà, invece, la storia di Francesco, oggi ragazzo 20enne carrozzato, tetraplegico. All’età di cinque anni si è ammalato di un tumore pediatrico raro, molto aggressivo. Il padre Leonardo De Lorenzo, racconta la storia di malattia e disabilità in maniera cruda, senza filtri ma senza mai abbandonare la “luce” e quel senso di speranza e serenità che traspare chiaramente dal racconto, alternando momenti di riflessione sul tema della disabilità e della propria quotidianità al fianco di Francesco. Gli interventi musicali sono a cura di Giulio Martino, Isabella Parmiciano, Silvia Fasciano, Gianfranco Coppola.

Il 30 dicembre alle 18.00 sarà la volta di “Le felicissime peripezie di Pullecenella Cetrullo”, spettacolo già vincitore del Fringe festival, con la regia di Gianni Sallustro e da un’idea di Michele Del Grosso. . Interessanti i diversi linguaggi adoperati nello spettacolo: un dialetto quotidiano realistico, molto vicino alle forme melodrammatiche e ad un linguaggio tipico della tradizione contadina;  un linguaggio corporeo, mimico e gestuale che contraddistingue i vari personaggi di quest’opera. 

incanti narrati

Sabato 5 gennaio alle ore 11.30 ci sarà “Guarda che luna” uno spettacolo di burattini realizzato da Paola Romano per festeggiare l’Epifania 2019.

Domenica 6 alle ore 11.30 si terrà la presentazione-spettacolo del libro di Gianfranco Coci e Antonio Tricomi “Bob Dylan, parliamone” (Guida editori, 104 pagine, 10 euro). Intervengono Antonio Tricomi, giornalista di “Repubblica” e co-autore del libro con la giornalista Roberta D’Agostino. Sarà la musica dal vivo di Valerio Bruner, che eseguirà – voce, chitarra e armonica – alcuni tra i più famosi brani di Dylan, a duettare con le parole di Tricomi. Il libro, il secondo che Gianfranco Coci ed Antonio Tricomi hanno dedicato a Dylan, è diviso in due parti, una strettamente biografica e una di approfondimenti sui rapporti del grande artista americano con la musica, la letteratura, il cinema, l’arte, la religione, la politica, la filosofia.

La rassegna si conclude il 19 gennaio ore 20.00 con “Lo magnifico cunto” adattamento di Gianni Sallustro da “Lo cunto de li cunti” di G. B. Basile. Si tratta della favola di Cenerentola nella sua prima versione napoletana scritta, alla quale poi attinsero Perrault e gli altri favolisti successivi al Basile.

Letterata per formazione. Giornalista per vocazione. Scrivo di teatro perché è magia e immaginazione, rimedio e cura. Perché quello che accade dietro il sipario mi sembra più vero di quello che c'è fuori.