domenica, 21 Lug, 2019 Espresso napoletano

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(In)finite realtà. Poesia, fotografia, disegno e scultura

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Grande successo, venerdì 24 febbraio al foyer del PAN, per l’inaugurazione della mostra collettiva (In)finite realtà a cura di Giorgio Coppola, promossa dall’Associazione SediMenti in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli.

Il progetto corale, organizzato insieme a Maria Alessandra Masucci, ha preso vita dal libro di poesie “Aghi di pino” di Giorgio Coppola, presentato in occasione dell’apertura della mostra. Dalle parole delle poesie, dalle liriche e dai sentimenti tre diversi artisti napoletani hanno tratto ispirazione per le loro creazioni esprimendo il loro sentire attraverso la loro arte: fotografie. disegni e sculture.

Tre diversi modi di vedere e rappresentare la realtà; tre diversi modi di leggere ed interpretare le stesse parole, le stesse poesie, che uguali non sono mai per nessuno.

Dieci poesie di Coppola vissute, riviste ed interpretate da oltre trenta opere esposte in un allestimento che è riuscito a dar vita ad un percorso organico, sinergico e corale nel quale il visitatore ha potuto leggere le poesie, conoscere i modi in cui quelle stesse parole sono state “lette” dai tre artisti ma avere lo spazio, necessario, per una rielaborazione anche intima e personale .

 

I tre artisti che hanno collaborato per dar vita a questo splendido progetto sono stati: Luciana Latte, spesso in giro per il mondo per i suoi viaggi fotografici; in occasione della mostra è uscita un po’ dai suoi schemi stampando le sue fotografie su tela pittorica e, sovrapponendole attraverso un doppio scatto, ha creato degli originalissimi giochi di luce e colori. Umberto Mancini da oltre vent’anni si dedica alla fotografia esponendo le sue opere in Italia e all’estero. Vincitore di numerosi concorsi fotografici, ha realizzato per (In)finite realtàuna serie di mosaici polaroid usando delle pellicole della The impossibile project, vecchie macchine polaroid, cellulari e una apparecchiatura instant lab. Marco Barone, illustratore e scultore, specializzatosi presso l’accademia Disney di Milano,da anni collabora con prestigiose case editrici. Le opere che ha realizzato sono disegni nati da segni di grafite su sketchbook, importati poi in un formato digitale, e piccole sculture in terracotta smaltata. Recentemente, insieme a Giorgio Coppola, è stato selezionato dalla casa editrice Alóς per la pubblicazione di una graphic novel sul Principe di Sansevero.

 Le poesie sono di chi legge non di chi le scrive”, questa l’idea da cui è partito Giorgio Coppola che spiega: “Spesso l’atto poetico nasce dall’esigenza di trattenere una sensazione nell’istante in cui si percepisce. Il tempo, il luogo, le cose restano cristallizzate nelle parole del poeta; eppure mutano, assumendo altre forme, altri significati quando quelle parole giungono all’orecchio del lettore. Come un’opera, sia essa una poesia, una scultura, una fotografia, può essere “letta” diversamente, così la realtà viene guardata e percepita in tanti modi, quante sono le persone che vi entrano in relazione. In questo modo possiamo rapportare le nostre reciproche e diverse emozioni, soffermarci sugli altri, imparare che forse il mondo va visto con gli occhi di tutti, non solo con i nostri”.

Importante è stato anche lo spazio dedicato  all’interno della mostra è stato  al progetto e laboratorio fotografico iPinhole organizzato da Luciana Latte e dalla Fondazione Famiglia di Maria, che si occupa di minori e famiglie disagiate della zona di Napoli est. Il giovane Francesco (dodici anni) ha illustrato la poesia “La concessione” contenuta in Aghi di pino, con una fotografia realizzata con una macchina in legno a foro stenopeico e pellicola di 35mm, costruita interamente a mano insieme agli altri bambini durante il laboratorio.

(In)finite realtà è realizzata grazie al contributo di Aveda, marchio del gruppo Estée Lauder, che, fedele al suo credo di supportare i valori cardine dell’economia e della cultura sostenibile, ha deciso di affiancare il progetto della mostra, allestita con l’utilizzo di materiali a scarso impatto ambientale, e nata dall’idea di far vivere allo spettatore una nuova esperienza sensoriale.