martedì, 19 Nov, 2019 Espresso napoletano

Storie e bellezze di Napoli on line

Insieme, per fare squadra!

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Giovedì 23 luglio, alle 19:30, in via Belvedere 113/123 presso l’A.S.C. “Alberto Fenderico” in S. Maria della Libera, siamo tutti invitati (previo adesione al numero 081.613.42.70 o all’indirizzo asc.albertofenderico@libero.it) dall’Associazione “#SiamoTuttiBambini” a riprenderci la nostra città.

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Che sia latente o manifesto, il malessere che vive una consistente tranche della cittadinanza – quella perbene –, trova oramai sfogo quasi esclusivamente nel desiderio di allontanarsi da Napoli; certo non dalla cartolina che profuma di mare e pescato fresco, ma da quel quadro caotico con sfumature da far west che troppo spesso s’insinua nel vissuto di ciascuno di noi, insozzandolo. Non più “solo” malamministrazione pubblica, disoccupazione, furti con risvolti violenti, ma un diffuso senso d’insicurezza che tocca anche i meno timorosi, nell’imbattersi in quei gruppetti di giovani che si distinguono per sfacciataggine e aggressività.

baby gang

Basti pensare a quanto sia sempre più facile e frequente rischiare di essere travolti da moderni pirati, in sella a scooter sfreccianti, che spavaldi si lanciano all’arrembaggio di un asfalto che si riconferma essere, ogni giorno, una terra di nessuno. Sono “quei bravi ragazzi” che nei corridoi di scuola e di casa si guadagnano il benvolere degli adulti con una doppia vita, perfetti Giano bifronte dei nostri tempi, che li vede, ove analizzati singolarmente, “normali” ragazzi, con comportamenti tutt’al più “sopra le righe” – come spesso vengono definiti quei segnali che non andrebbero con tanta leggerezza minimizzati –, ma che si tramutano in dissennati frammenti di un puzzle, quello delle baby-gang, in cui ciascuna pedina perde d’individualità, obbedendo semplicemente alla logica della violenza di gruppo.

bulli

Perché doversi sentire non più padroni, ma indesiderati ospiti in casa propria, se non, peggio ancora, prede di una città che non sa più riconoscere la gravità di quanto accade nelle proprie strade? Perché, dinanzi ai continui disarmanti episodi riportati dalla cronaca locale, ripetere a se stessi e ai propri figli che “da qui bisogna solo andarsene”? Perché perpetrare nell’incuria del nostro diritto – e dovere – d’intervento nella vita cittadina?
“#SiamoTuttiBambini” è l’Associazione Sportiva Culturale senza fini di lucro che con il proprio impegno ha risposto concretamente a tali interrogativi, con uno squillante “no!”: alla mancanza di senso d’aggregazione, alla carenza di solidarietà civile, culturale e sociale, a quel “sonno della ragione (che) genera mostri”.

genitori dell'associazione

Alla base dell’unione del gruppo, composto da circa 70 genitori, c’è la passione per lo sport inteso anche – e soprattutto – come palestra di vita, ed il viscerale desiderio, che arde in ogni padre e madre, di costruire davvero un mondo migliore per i propri figli, senza paura di rimboccarsi le maniche perché ciò si realizzi.
L’unico modo per sottrarre terreno fertile a chi vuole una cittadinanza rassegnata e vinta è quello di riunire singoli cittadini, associazioni, scuole, Istituzioni e operatori del commercio sotto il segno del medesimo scopo, definendo proposte concrete da mettere in agenda e rispetto alle quali misurarsi, discutere, confrontarsi; senza trascurare la riappropriazione del ruolo genitoriale – in parte dismesso e che tanto conta quale base di una “buona società” – che porti il buon esempio oltre le mura di casa e, nel caso dell’associazione “#SiamoTuttiBambini”, fuori dal campo di calcetto.

genitori dell'associazione

Non violenza che risponda a violenza dunque, non aggressività per combattere l’aggressività, ma allegria e spirito ludico per trasformare la paura in forza, la chiusura in gioia di vivere, la rassegnazione in entusiasmo per la riappropriazione degli spazi comuni, ché possano finalmente essere vissuti insieme e in libertà.