La battaglia per la bellezza

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L’Espresso napoletano dedica in questo mese di ottobre un intero numero alle biblioteche di Napoli, luoghi di conservazione, ricerca, studio, e soprattutto di crescita culturale. Ci racconta questa realtà così ricca Nino Daniele, assessore comunale alla Cultura e al Turismo, al quale abbiamo rivolto alcune domande.

Lei come assessore ha sempre dedicato molta attenzione a queste istituzioni, preoccupandosi ad esempio dello stanziamento di fondi per arricchire le raccolte librarie delle stesse. Quale ritiene che sia in città il ruolo delle biblioteche comunali? E come si sono evolute queste negli ultimi anni?

Bisogna inventare un nuovo ruolo per le biblioteche comunali. La funzione che hanno svolto storicamente di messa a disposizione del libro quale principale fattore di diffusione della cultura risente fortemente dell’irrompere dei nuovi media e della rete. Bisogna farne luoghi di aggregazione culturale e di incontro sociale nei quali la lettura sia il centro propulsore di più attività integrate e convergenti. Oggi sostanzialmente ospitano giovani studenti che cercano luoghi in cui studiare. Ricostruire reti di impegno civico e pedagogico attivo con al centro le persone può diventare uno stimolo ad orientare le forme del loro impegno anche per i giovani che le frequentano. Perché siano funzionali a tal fine bisogna ripensarle strutturalmente e dotarle di spazi e servizi adeguati. Adam Smith, tra i padri dell’economia classica, nell’elencare ciò che faceva la ricchezza di una nazione metteva ai primi posti biblioteche e musei.

Se si pensa alle biblioteche comunali l’auspicio è di renderle sempre più aperte al territorio, e a un’utenza sempre più ampia. Ritiene che le nostre biblioteche lo siano? In particolare, quali sono le iniziative per avvicinare alla lettura i bambini e i ragazzi? E se pensiamo, ad esempio, agli anziani, o agli immigrati, fasce di popolazione numerose, troviamo delle iniziative o dei servizi dedicati?

In Italia il sistema istituzionale, Comuni compresi, è palesemente incoerente tra quanto si dichiara e ciò che concretamente si fa. L’inadeguatezza è palese. Esse restano una fondamentale risorsa per avvicinare alla cultura chi rischia di esserne emarginato. Abbiamo costruito un modello in questa nostra città che riesce a parlare al Paese intero suscitandone il sostegno. Mi riferisco alla biblioteca Annalisa Durante nello spazio comunale detto “Piazza Forcella”.  In quello spazio un folto e generoso tessuto associativo fa entrare in biblioteca attraverso laboratori teatrali, musicali, di fotografia, di danza, di balli di gruppo, bambini, giovani, anziani, immigrati. Non un gesto individuale ma una scelta di incontro. Dove la comunità era più lacerata si prova a ricostruire relazioni solidali con immaginazione ed allegria. Il Comune ha in corso un bando di gara per un ammontare di 200.000 euro per arricchire sostanzialmente il patrimonio librario e migliorare gli standard di alcune attrezzature. Ma il più è da fare. Le biblioteche ripensate restano la leva strategica per un’azione incisiva in particolare nelle periferie.

Il Comune di Napoli, attraverso le biblioteche comunali distribuite sul territorio cittadino, sarà in prima linea nel prossimo mese di maggio per la manifestazione NapoliCittàLibro. Mi spiega in poche battute cosa significa per lei questa espressione, in che senso cioè Napoli può essere “città libro”?

Napoli è una città nella quale ogni giorno si combatte una dura battaglia tra degrado e bellezza. Per fare di quanti più giorni è possibile giorni in cui la bellezza è vittoriosa dobbiamo spingere alla lettura quanti più cittadini possibile. Un fermento rinnovato, esperienze del tutto originali come quella della libreria “Iocisto”, incoraggiano determinazione e perseveranza. Napoli custodisce uno dei patrimoni librari più ingenti e preziosi al mondo. È la città dell’officina dei papiri e della macchina di Padre Piaggio. CITTÀ LIBRO è la denominazione che le si addice. Come a nessun’altra città allo stesso modo. Un primato che testimonia il suo ruolo culturale universale. Definire così l’evento che alcuni coraggiosi editori stanno mettendo in campo per il prossimo mese di maggio. Chiama in campo tutti i cittadini a ritrovarsi per ripensare criticamente il presente e riconoscersi in nuova visione del futuro che, come è scritto nella citazione che è sulla targa che abbiamo apposto con Gerardo  Marotta nell’atrio della Basilica del Carmine Maggiore, dove giacciono i resti dei patrioti del 1799 e tratta dal discorso di Nicola Fiorentino ai giovani studiosi della Repubblica Napoletana , sconfigga quel mostro divoratore di repubbliche chiamato egoismo.

 

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