La biblioteca vicino al bosco

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“Se accanto alla biblioteca avrai un giardino, allora nulla ti mancherà”. Lo scriveva, in un’epistola, Marco Tullio Cicerone, nel I secolo a.C. Ma certi desideri non invecchiano col tempo e a volte diventano realtà: nei pressi di quel meraviglioso “giardino” che è il Real bosco di Capodimonte, oggi, c’è una piccola biblioteca. Ed è a disposizione di tutti.

libri

È stata inaugurata a fine giugno, la Biblioteca popolare “Borgo di Capodimonte”, a due passi dal polmone verde della zona collinare di Napoli, precisamente in Via Bosco di Capodimonte 9G. Ad oggi conta più di 1000 volumi, dalla narrativa alle favole per bambini, dalla grande letteratura alla storia. Si possono prendere in prestito o consultare nello stesso bosco, magari all’ombra di un albero secolare: nell’era in cui tutto è digitale e la maggior parte della giornata la si passa con gli occhi incollati ad uno schermo, leggere un buon libro all’aria aperta si rivela un toccasana per il corpo e per la mente. E torna ad essere un’occasione d’incontro, con se stessi e col mondo.

L’iniziativa è partita dall’associazione Rosso Democratico, con la coordinazione di Patrizia Russo e l’aiuto, fondamentale, degli amanti dei libri: non solo di quelli “illustri”, come Edgar Colonnese e Diego Guida, che hanno fatto sentire la propria partecipazione al progetto donando alla biblioteca una collana di libri delle loro case editrici, ma anche di ogni singolo cittadino che, già in occasione dell’inaugurazione, ha scelto di regalare alla comunità un proprio libro, che è stato poi inventariato con il nome del donatore. Un piccolo gesto, simbolico ma importante per il messaggio di cui si fa portavoce: la conoscenza è un bene che si accresce quanto più è condiviso. Sono gli stessi cittadini – a partire dalla zona di Capodimonte e dei Colli Aminei – ad usufruirne e a prendersene cura, impegnandosi ad arricchire sempre di nuovi volumi e nuove iniziative la “loro” biblioteca. Lo scopo del progetto era infatti quello di creare un centro di aggregazione per grandi e piccini, che fosse anche motivo di nutrimento per le menti e di confronto.

targa biblioteca popolare

Una biblioteca popolare perché crea comunità. Una biblioteca popolare perché accresce la civiltà. Segno, semplice ma affatto banale, che per rendere realmente vivo un quartiere, bisogna partire dalla cultura: e così, lo storico parco concepito da Carlo III come riserva di caccia, oggi diventa anche luogo di lettura, di conoscenza. “Fare cultura, creare cultura, investire nella cultura” aveva detto Gennaro Acampora, Consigliere della terza Municipalità di Napoli, nell’annunciare la nascita di quest’iniziativa, concepita sin dal principio come “a più mani”, a voler sottolineare il suo legame col territorio. “Ora l’impegno sarà rendere la biblioteca viva e partecipata da tutti, attraverso momenti di lettura e di scambio continuo di libri” ha dichiarato Patrizia Russo, che in questo progetto ci mette un’esperienza pluriennale maturata nell’ambito delle biblioteche comunali e soprattutto una passione forte, perché, parafrasando Marguerite Yourcenar, “fondare biblioteche è come costruire ancora granai pubblici, ammassare riserve contro l’inverno dello spirito”.

 

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