domenica, 25 Ago, 2019 Espresso napoletano

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La buona stella di Andrea Sannino, a tu per tu con gli autori di Abbracciame

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Una canzone che segna la svolta? Abbracciame, scritto, ideato e prodotto dallo stesso Sannino e Mauro Spenillo. Il brano registra numeri da capogiro, viene cantata in ogni più piccolo angolo della città e dei suoi quartieri, risuona da ogni frequenza radiofonica ed è ospitata nei più popolari programmi in tv, battendo il record di 21 milioni di visualizzazioni sul web per un successo che sembra travolgere, quasi all’improvviso, i due amici.

Ma cosa c’è dietro tutto questo che appare come un traguardo raggiunto, dopo l’uscita del suo terzo album, Andre’? “ C’è magia, lavoro, determinazione e tanti ascolti. – racconta Andrea – Non è  stato facile rimettersi a scrivere dopo il successo di un brano come Abbracceme. Replicare non si poteva, cambiare nemmeno, scrivere per vincere non mi appartiene proprio. Quando scrissi quel brano mi nacque da dentro quella storia, si trattava realmente di un periodo difficile con la donna che ho poi sposato e non ebbi alcuna esitazione. È difficile spiegare un brano così, così come arriva al pubblico, spiegare di chi sia realmente, è quasi sempre frutto di una combinazione chimica che funziona, che è autentica, e questo il pubblico, senza alcuna consapevolezza, lo percepisce, questa è la forza di un brano, credo”.

andrea sannino

Intanto la sua impronta cantautorale si sente tutta e anche i suoi ascolti fatti di Fossati, Dalla e De Andrè si avvertono. Al di là di ciò che la sua straordinaria vocalità, alla quale deve anche la sua lunga collaborazione al fianco di quello che lui, ancora oggi, chiama il Maestro Dalla, c’è nella sua musica qualcosa in più, qualcosa che gli permette di rappresentare oggi un perfetto trait d’union tra la dimensione classica e la contemporaneità, tra l’impronta melodica della tradizione napoletana e un linguaggio emotivamente attuale.

Raccontare di musica e parlarne, senza etichette di genere né appartenenze elitaristiche talvolta stupide e pregiudizievoli, non è impresa facile. È sufficiente che una canzone melodica usi il vernacolo ed è subito “neomelodica”, ma ahimè non è così, o quantomeno non è proprio così. Definire la propria appartenenza ad un genere può servire per connotarsi ed appropriarsi di un imprinting laddove manca; per i cosiddetti “critici” basterebbe invece ascoltare la musica e decidere se un pezzo è bello oppure no, se la canzone, come in questo caso, è fatta bene oppure no, se semplicemente ti piace o meno.

“È vero, – spiega Mauro Spenillo, compositore, arrangiatore e produttore artistico – che importanza può avere ancora oggi sezionare un brano o stabilirne un genere? La musica va, si sente, si scrive, si compone e le si dà vita, poi sarà il pubblico a decidere se sarà un successo oppure no. Ci è capitato con Andrea di essere stati contattati da diverse redazioni tv e ci è capitato di sentirci chiedere, da chi ovviamente non era un napoletano – ‘ma quindi Andrea Sannino possiamo definirlo un esponente dei neomelodici?’. La domanda suonava strana – continua Spenillo ridendo –, cioè non era chiaro se questo aspetto fosse un fatto positivo oppure no; declinammo l’invito”.

“Quando sentii per la prima volta la voce di Andrea – racconta Pippo Seno, chitarrista e produttore artistico – riconobbi subito un talento diverso e una potenzialità straordinarie, un reale ponte tra il passato e il futuro, compresi che la sua trasversalità nel raccontare le cose era potente e decisi di dare inizio a questa avventura, e bene feci”. “Sì – continua Andrea –, quando pensammo di mettere su questa collaborazione per farne un album, io venivo da esperienze nelle quali non avevo mai voluto legarmi e sottostare alle imposizioni di un discografico, il mio primo disco la dice lunga, Senza Accordi… pensai subito, sì, ma i soldi chi li mette? Nessuno di noi tre poteva accollarsi le spese per un album e reggere tutto ciò che ci gira intorno. Fu quella l’occasione in cui ci guardammo, ridemmo e decidemmo di dividere equamente il sostenimento di quella avventura, bella, e ad oggi, confermo, ineguagliabile”.

andrea sannino

Intanto con Andre’, terzo album dell’artista, lui ritorna a cantare l’amore con Nuie stamme ancora ccà (il cui video è stato girato in California presso il “Joshua Tree national park” durante la permanenza di Andrea negli Stati Uniti dove è stato ospite, e testimonial per l’Italia, al Los Angeles Italian Film Festival). Quattordici tracce che dichiarano se stesso e la sua identità dalla quale non ha mai preso le distanze. “Questo è il nomignolo con cui mi chiamavano in casa – continua Andrea – quando ero un ragazzino e voglio tenermi stretta questa realtà che credo sia l’unica che mi porto dentro, come le mie origini e la mia piccola donna, nata da poco, Gioia. Speravo con tutto me stesso che fosse femmina, le donne hanno una marcia in più, sono capaci, più di noi, di insegnare, di amare e aspettare l’amore, costruendolo, se necessario, sapendolo riconoscere, sempre”.

Una carriera brillante quella di Sannino, appena trentaduenne, che è stato capace sin dai suoi esordi di riuscire a coniugare teatro, musica e televisione passando con grande agilità da un ambito all’altro. Vanta numerose collaborazioni e prestigiosi incontri come quelli presenti appunto nel suo ultimo lavoro, come Gigi D’Alessio, Dario Sansone (Foja), Adriano Pennino, Antonio De Carmine e Antonio Spenillo. La sua strada, segnata visibilmente da una buona stella, è solo agli inizi, ma una cosa è certa: poter condividere con i suoi due amici e produttori artistici tutto questo ne triplica il valore. Intanto a noi resta un’altra certezza, il suo modo di sentire e raccontare emozioni è toccante, capace di far vibrare le corde dell’anima, di tutti,  anche di quelli che amano storcere il naso: puristi, intellettuali e snob per caso.