sabato, 21 Set, 2019 Espresso napoletano

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La cooperativa “Al di là dei sogni”: contro la camorra sempre

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La cooperativa “Al di là dei sogni” onlus è nata nel 2004, e da subito si è orientata verso due direttrici: servizi alla persona (che hanno come scopo lo sviluppo del benessere psicofisico) e servizi per l’inserimento formativo e lavorativo dei soggetti svantaggiati. Il comune denominatore di tutte le azioni della cooperativa, come dichiarano i suoi soci, è la concezione che “al centro degli interventi, sia di carattere assistenziale, riabilitativo, educativo, che formativo, inclusivo e di inserimento lavorativo, prima e al di là di ogni cosa, c’è l’uomo e l’uomo nella sua comunità locale, con il suo vissuto, la sua storia, le sue relazioni, le sue abilità, la sua ‘casa’. Dove la ‘cura’ si trasforma in ‘abitare la quotidianità’ e l’ambiente nelle sue dimensioni esistenziali di tempo, spazio, relazione diventa ‘ambiente terapeutico globale’…”

Nel 2008 la cooperativa ha preso in gestione un terreno confiscato al clan camorristico dei Moccia a Maiano di Sessa Aurunca, in provincia di Caserta, intitolando il fondo ad Alberto Varone, commerciante ucciso a 49 anni il 24 luglio del 1991 perché non voleva piegarsi ai ricatti della camorra. Nella gestione di questo bene confiscato, trasformato in fattoria didattica, centro di agricoltura sociale e meta di turismo responsabile e sostenibile, è stata data in questi anni a diversi soggetti svantaggiati la possibilità di lavorare, e attraverso il lavoro recuperare la dignità costruendo un nuovo percorso di vita.

Uomini e donne provenienti da ospedali psichiatrici giudiziari o da centri di salute mentale, o che escono da dipendenze, attraverso i cosiddetti progetti terapeutici riabilitativi individualizzati, gestiti in collaborazione con le Asl, vengono seguiti in un graduale percorso di autonomizzazione, che li porta pian piano a reinserirsi nel mondo del lavoro. La cooperativa “Al di là dei sogni” si propone di promuovere, come spiegano i membri, “attraverso questo inserimento, una filiera produttiva ed etica che parte dalle attività sociali e da quei luoghi che una volta erano simboli di violenza e di sopraffazione, e che oggi, invece, sono rinati a nuova vita grazie alla collaborazione con le istituzioni e con tutte le realtà sociali del territorio”.

Purtroppo qualcuno ha deciso di dare un colpo violento alle attività del gruppo, e ieri mattina, 6 luglio, quattro ettari di terreno sono stati trovati bruciati in un incendio di natura dolosa. Le fiamme sono divampate in più punti, e hanno distrutto gli alberi di noci e una parte del “Giardino della Memoria”, dedicato al ricordo delle vittime innocenti della criminalità. Ma questo episodio rafforza ancora di più la determinazione della cooperativa e di altre associazioni e movimenti presenti sul territorio, pronti a non arrendersi dinanzi all’ennesima chiara intimidazione.

Solidarietà alla cooperativa colpita e ferma condanna del gesto criminale sono state espresse dal Comitato Don Peppe Diana, da Libera – Coordinamento provinciale di Caserta, dal Forum nazionale dell’Agricoltura Sociale e dal Consorzio Nuova Cooperazione Organizzata. Il 23 luglio, nell’ambito del Festival dell’Impegno Civile, proprio a Maiano sarà organizzata una manifestazione di respiro nazionale che riunirà sigle associative, istituzioni, cittadini, volontari, dove la presenza, come spiegano gli organizzatori, “non sarà simbolica, ma testimonianza e assunzione di responsabilità”.