La passione civile di Antonio Buonajuto

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La presentazione del libro “Pagine di un Impegno Civile” del dott. Antonio Buonajuto, presidente della Fondazione Castel Capuano, edito da Rogiosi, con la prefazione di Giovanni Verde e la postfazione di Guido Raimondi, si è svolta ieri presso la Biblioteca Alfredo De Marsico in Castel Capuano.

Dopo i saluti introduttivi dell’avvocato Roberto Fiore, presidente della Biblioteca, si sono alternati come relatori il presidente  del Tribunale di Corte d’Appello di Napoli Giuseppe De Carolis di Prossedi, il Procuratore Generale presso la Corte d’Appello Luigi Riello, il Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione Raffaele Cantone, il Docente ordinario di Diritto processuale civile presso la Facoltà di Giurisprudenza della “Luiss Guido Carli” Giovanni Verde, il Presidente Emerito della Corte di Cassazione Franco Paolo Casavola, il Professore Emerito dell’Università Federico II di Napoli Luigi Labruna, il nuovo Procuratore capo della Repubblica di Napoli Giovanni Melillo.

La conversazione è stata brillantemente moderata dal direttore del quotidiano “Il Mattino” Alessandro Barbano che ha sottolineato i passi salienti del libro di Antonio Buonajuto e ha introdotto via via i vari relatori, ponendo quesiti sull’interpretazione di vari stralci del testo: molti sono stati, pertanto, i temi toccati nel corso della presentazione che hanno innescato una discussione molto stimolante sui temi della giustizia, sullo sfascio della democrazia, sulla pletora di leggi e leggine che affliggono la nostra nazione  e  – the last but not the least –  sul ruolo della magistratura visto anche in retrospettiva, nella criticità di momenti di emergenza quali Tangentopoli e altri scandali amministrativi nazionali.  

Come ha evidenziato il procuratore generale Luigi Riello “in varie situazioni che hanno fatto epoca, la Magistratura si è trovata a essere protagonista suo malgrado giacchè gli altri attori istituzionali si erano ritirati della scena e sul fronte rimanevano solo i magistrati  che possono avere anche esagerato il loro ruolo ma  che, in un certo modo, si sono trovati costretti ad affrontare le luci della ribalta mediatica”.

Tutti i relatori hanno voluto illustrare la grande competenza professionale e la carica umana di Antonio Buonajuto, insigne giurista e magistrato, già presidente della Corte d’Appello di Napoli e autore di numerosi scritti di giurisprudenza: fra i suoi compiti più gravosi – portati felicemente a termine – la costituzione dell’Ufficio Documentazione della Procura Generale della Cassazione, il trasferimento della Biblioteca Giudiziaria Tartaglione nel nuovo Palazzo di Giustizia, la forte spinta propulsiva per la realizzazione del Tribunale di Napoli Nord insieme al compianto Procuratore Generale Vittorio Martusciello, il varo della Fondazione Castel Capuano che presiede dal 16 ottobre 2016 e, ancora, il progetto di insediarvi il Museo delle Regole (unico in Europa) che vuole descrivere l’evoluzione delle leggi, dalle Antiche Tavole alle moderne Costituzioni e il Memoriale, esposizione permanente delle testimonianze sulle vittime innocenti della camorra.

In uno dei passi più incisivi del suo libro Buonajuto  afferma che “per un magistrato è più difficile rendere giustizia a Napoli che a Torino, perché nella nostra città occorre essere più laboriosi, più sagaci, più umili, più coraggiosi e più indipendenti che mai; perché a Napoli, come in tutta Italia, bisogna che i cittadini e le istituzioni sappiano respingere le seduzioni degli untori dell’illegalità e sappiano imparare a dire no alle prassi indotte dal familismo amorale che, ad ogni livello sociale, connota tuttora le relazioni interpersonali, riaffermare il sacrosanto principio della partita delle posizioni di partenza nella gara per il lavoro e nelle prove della vita e impedire che queste gare siano viziate dai trucchi, che i procedimenti che ne scandiscono il percorso siano segnate da improprie scorciatoie o da voluti ritardi e che la stessa legge e l’esercizio dei diritti e del processo siano abusati e utilizzati per deviarne i fini, ostacolarne le tutele e rovesciare gli esiti, (operazioni queste nelle quali i cultori del cavillo sono maestri).”

Tra gli intervenuti, oltre all’editore Rosario Bianco, il cardinale Crescenzio Sepe Arcivescovo Metropolita di Napoli, il Questore di Napoli Antonio De Iesu, il presidente del tribunale di Napoli Nord Elisabetta Garzo con il procuratore di Napoli Nord Francesco Greco, il comandante interregionale della Guardia di Finanza Generale Carlo Ricozzi, il comandante della Legione Carabinieri Campania generale Luigi Riello, il comandante della Scuola Militare Nunziatella colonnello Fabio Aceto, l’ex procuratore capo della Repubblica Giovandomenico Lepore, l’ex procuratore generale di Napoli Vincenzo Galgano, Floretta Rolleri presidente del Comitato Scientifico della Fondazione Castel Capuano con il segretario della fondazione l’avvocato Giovanni Siniscalchi, l’assessore comunale alle Politiche giovanili Alessandra Clemente, Marcella Buonajuto, il presidente de Il sabato delle Idee Marco Salvatore, la presidente DOCO Marisa Messina, i magistrati Aldo De Chiara, Maria Cultrera, Carlo Alemi, Raffaele Numeroso, Gino Mastrominico, il presidente dell’ACI Campania Antonio Coppola, Luigi di Mauro, la presidente Pasfa Napoli, Associazione per l’Assistenza Spirituale alle Forze Armate Onlus Olimpia Di Tizio, la presidente del “Premio Aniello Ambrosio” Liliana Ambrosio, Massimo Di Lauro, gli avvocati Vincenzo Siniscalchi, Mariella La Rosa, Tonino Fiorito.

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