La storia della “bomboniera”, dall’usanza francese alla fiera VEBO 2018

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Tra i sapori di confetti variopinti dal gusto classico a dalle sperimentazioni dal sapore di vino o di frutta esotica, hanno brillato le luci del VEBO 2018. L’esposizione campionaria alla Mostra d’Oltremare per la bomboniera è destinata agli esperti del settore. La città partenopea ha una lunga tradizione che affonda antiche radici nella produzione della bomboniera, nata dal folclore francese della scatola porta bonbon.

La bomboniera è divenuta regalo degli sposi durante le nozze del principe di Napoli, e successivo re d’Italia Vittorio Emanuele, nel 1986 con la sua sposa Elena di Montenegro. Questa fatidica data ha dato il via alla tradizione popolana di donare agli invitati un ricordo della celebrazione. Dalle classiche scatole, più o meno preziose, si è passato ad oggetti di ogni forma come le statuine della nota ceramica di Capodimonte. Fino ad alcuni anni fa, questo oggetto che affolla le credenze di ogni buon soggiorno napoletano, era confezionato dalle abili mani di lavoratrici nostrane che davano forma a quello che, nel corso degli anni, è divenuto un vero e proprio oggetto del desiderio.

La bomboniera, e il suo settore produttivo e commerciale, negli ultimi anni ha subito la concorrenza spietata dei fabbricanti cinesi che hanno imitato ogni genere di forme pur non adottando gli standard di qualità e artistici che gli artigiani partenopei sono capaci di garantire. Ma grazie alla crescita dell’esigenze di un pubblico di consumatori, le cui tendenze si sono spostate da un prodotto comune a basso prezzo verso veri e propri pezzi d’arte, la bomboniera sembra rinascere a nuova vita grazie all’intraprendenza e alla sperimentazione di una nuova generazione d’imprenditori, che non hanno esitato a coniugare la tradizione con l’impiego di nuovi materiali e moderne tecniche costruttive.

In questo crogiolo di creatività sorgono le finissime porcellane della scuola viterbese, raffiguranti ballerine dotate di abiti di pizzo cristallizzati per mezzo di un’innovativa tecnica di cottura, gli oggetti derivanti da elementi naturali e quelli di vetro che catturano la luce per restituirla agli occhi meravigliati dell’osservatore, fino al vasto assortimento di confetti: il dolce tradizionale che accompagna la bomboniera e utilizzato come tasselli di un mosaico per realizzare fiori, stelle, soli e altre forme, esse stesse vere e proprie bomboniere commestibili.

Tutto questo e tanto altro è stato esposto al VEBO, la fiera della bomboniera e del regalo che si è tenuta a Napoli dal 5 all’8 ottobre e a cui hanno preso parte centinaia d’aziende provenienti da ogni parte d’Italia, che hanno offerto la loro competenza e professionalità alle migliaia di visitatori che hanno attraversato i corridoi dell’esposizione, dando conferma della ripresa di un settore e di una tradizione che da Napoli ha contagiato le altre città della penisola.

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